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	<title>Dario del Bufalo &#187; Archeologia</title>
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	<description>Specialista in scultura lapidea, marmi colorati, glittica, restauro e geoarcheologia</description>
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		<title>«A pensar male si fa peccato, ma spesso si indovina» GdA Maggio 2025</title>
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		<pubDate>Thu, 22 May 2025 08:40:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Dario Del Bufalo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Archeologia]]></category>
		<category><![CDATA[Bufale Archeologiche]]></category>
		<category><![CDATA[Claudio Parisi Presicce]]></category>
		<category><![CDATA[Mostra Ara Pacis]]></category>

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		<description><![CDATA[Due anni fa a Roma all’Ara Pacis si teneva una mostra promossa dalla Sovrintendenza Capitolina ai Beni culturali e dal Comune dall’evocativo titolo «Lex, giustizia e diritto dall’Etruria a Roma» (27 maggio-1 ottobre 2023), rassegna che lasciava pensare che la legge e il rispetto di questa fossero il filo conduttore seguito dai curatori per la [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Due anni fa a Roma all’Ara Pacis si teneva una mostra promossa dalla Sovrintendenza Capitolina ai Beni culturali e dal Comune dall’evocativo titolo «<strong>Lex, giustizia e diritto dall’Etruria a Roma</strong>» (27 maggio-1 ottobre 2023), rassegna che lasciava pensare che la legge e il rispetto di questa fossero il filo conduttore seguito dai curatori per la scelta di oggetti da esporre. È curioso che in Italia nel collezionismo e nel commercio privato dei beni artistici ci sia una rigidissima (anzi, ultimamente diventata insostenibile) attenzione alla titolarità dell’opera d’arte, alla sua autenticità, alla provenienza storica e al valore dichiarato del bene artistico, che nel caso dell’arte antica deve risalire con ricevute e fatture fino ai proprietari a un periodo antecedente il 1909. Mi chiedo come sia possibile tutto ciò se già negli anni Settanta nessuna galleria emetteva fatture delle opere vendute sul mercato. Per la pubblica amministrazione vale la stessa regola? Per la suddetta mostra sembrerebbe di no, visto che almeno <strong>quattro opere antiche in marmo</strong> provenienti da una collezione privata di Siena <strong>sono risultate false</strong>, addirittura acquistate su piattaforme online e dichiarate di epoca romana imperiale, senza un’expertise e senza una provenienza, pertanto anche acquisite illegalmente.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2025/05/1-«A-pensar-male-si-fa-peccato-ma-spesso-si-indovina»-GdA-Maggio-2025-ARA-PACIS-mostra.jpg" target="_blank"><img class="  aligncenter wp-image-5891" src="https://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2025/05/1-«A-pensar-male-si-fa-peccato-ma-spesso-si-indovina»-GdA-Maggio-2025-ARA-PACIS-mostra.jpg" alt="1 «A pensar male si fa peccato, ma spesso si indovina» GdA Maggio 2025 ARA PACIS mostra" width="610" height="455" /></a>Il Tribunale di Roma, dopo un’attenta indagine della Guardia di Finanza e del suo gruppo specializzato in archeologia e a seguito di diverse perizie condotte da specialisti, ha stabilito che si trattava di falsi fraudolenti, in quanto invecchiati con rotture e patine atte a simulare lo scavo archeologico, ipotizzando un danno erariale.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2025/05/2-«A-pensar-male-si-fa-peccato-ma-spesso-si-indovina»-GdA-Maggio-2025-ARA-PACIS-Mostra.jpg" target="_blank"><img class="alignleft wp-image-5897" src="https://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2025/05/2-«A-pensar-male-si-fa-peccato-ma-spesso-si-indovina»-GdA-Maggio-2025-ARA-PACIS-Mostra-447x1024.jpg" alt="2 «A pensar male si fa peccato, ma spesso si indovina» GdA Maggio 2025 ARA PACIS Mostra" width="332" height="760" /></a>Il 7 marzo 2025 «la Repubblica» ha pubblicato un articolo a firma di Giuseppe Scarpa di questo tenore: «<i>Ara Pacis, mostra con truffa: quattro reperti esposti erano falsi, sequestrato il catalogo, indagati il curatore Lemmo e il collezionista Casprini. Le opere sarebbero state acquistate online: il valore è passato da 12mila a 725mila euro, Comune di Roma e Sovrintendenza sono parte lesa…</i>». Bizzarro, perché la Sovrintendenza del Comune di Roma si avvale di storici dell’arte e archeologi per le sue mostre e il sovrintendente <strong>Claudio Parisi Presicce</strong> è anche direttore dei Musei Capitolini da quasi 20 anni. Essendo il primo firmatario del catalogo e il Sovrintendente del Comune, il suo ruolo lo rende partecipe della mostra stessa e avrebbe dovuto avere le competenze per stabilire se qualcuno stava prestando una cosa per un’altra, «aliud pro alio»: come possono la Sovrintendenza e il Comune di Roma essere parte lesa? Così sembra strano e improbabile che nessuno si sia accorto dei grossolani (per usare un eufemismo) falsi proposti per l’esposizione. Un ulteriore articolo apparso online su «The Journal of Cultural Heritage Crime» (18 marzo 2025), a cura di Carlo Maria Vassallo, riporta le responsabilità nell’alveo giusto e sottolinea l’importanza dell’etica con i parametri di <i>due diligence</i> specialmente per le strutture pubbliche e i musei laddove nelle mostre mercato, come il Tefaf di Maastricht o di Palazzo Corsini a Firenze, si ricorre al «<strong>vetting</strong>», cioè a una commissione di decine di esperti e specialisti esterni, che prima dell’evento, vagliano in modo scrupoloso e quasi ossessivo <strong>legittimità, originalità, provenienza storica, pertinenza</strong> e <strong>valore</strong> di ogni singola opera che entra nella manifestazione di una mostra mercato. A un anno dalla fine della rassegna, sembrerebbe che la collezione privata sia stata proposta per andare in vendita a un’asta romana (agosto 2024). Giulio Andreotti per ultimo ma anche papa Pio XI dicevano: «<i>A pensar male si fa peccato ma spesso si indovina</i>».</p>
<p style="text-align: justify;">Per info o per segnalazioni: bufalearcheologiche@gmail.com</p>
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		<title>Una macedonia di Partenone GdA Dicembre 2024</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Feb 2025 10:31:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Dario Del Bufalo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Archeologia]]></category>
		<category><![CDATA[Bufale Archeologiche]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Restauri]]></category>
		<category><![CDATA[Segnalazioni dei lettori]]></category>
		<category><![CDATA[UNESCO]]></category>

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		<description><![CDATA[Mi tocca ancora una volta parlar male dell’Unesco. In Grecia stanno eseguendo «restauri» di integrazione e anastilosi in diversi siti archeologici. Uno di questi, più degli altri, necessita di una critica. Piervaleriano Angelini, che oramai è il mio «agente all’Avana», mi manda alcune immagini sconvolgenti dei lavori di restauro che da 15 anni interessano le [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Mi tocca ancora una volta parlar male dell’Unesco. In Grecia stanno eseguendo «restauri» di integrazione e anastilosi in diversi siti archeologici.</p>
<div id="attachment_5840" style="width: 381px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2025/02/1.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-5840" src="https://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2025/02/1-1024x1024.jpg" alt="Foto 1 Dario Del Bufalo Bufale Archeologiche " width="371" height="371" /></a><p class="wp-caption-text">Foto 1</p></div>
<p style="text-align: justify;">Uno di questi, più degli altri, necessita di una critica. Piervaleriano Angelini, che oramai è il mio «agente all’Avana», mi manda alcune immagini sconvolgenti dei lavori di restauro che da 15 anni interessano le rovine (molto rovinate) del Palazzo Reale di Vergina (Aigai in antico) residenza estiva di Filippo II di Macedonia. Sotto l’egida Unesco le ditte incaricate stanno «inglobando» i pochi resti delle colonne antiche in pietra calcarea-travertino, dentro stampi di cemento che simulano la forma originaria dell’elemento architettonico, al quale (forse) appartenevano (<strong>Foto 1</strong>), restituendo così un’immagine artefatta dell’elemento ionico.</p>
<div id="attachment_5844" style="width: 414px" class="wp-caption alignright"><a href="https://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2025/02/2.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-5844" src="https://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2025/02/2-1024x910.jpg" alt="Foto 2 Dario Del Bufalo Bufale Archeologiche" width="404" height="359" /></a><p class="wp-caption-text">Foto 2</p></div>
<p style="text-align: justify;">Addirittura si stanno usando materiali non congrui al sito, invece di usare pietra calcarea per rimpiazzare un gradino perduto, al suo posto si posiziona un brutto parallelepipedo in marmo statuario realizzato in fabbrica e tagliato con il diamante o al laser (<strong>Foto 2</strong>). Le due colonne con architrave (<strong>Foto 3</strong>)  sono un falso totale, che nulla hanno a che vedere con l’anastilosi (cioè un riposizionamento degli elementi architettonici antichi crollati a causa di un terremoto ma ancora reperibili in situ).</p>
<div id="attachment_5852" style="width: 393px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2025/02/3.jpeg" target="_blank"><img class="wp-image-5852" src="https://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2025/02/3-912x1024.jpeg" alt="Foto 3 Dario Del Bufalo Bufale Archeologiche" width="383" height="430" /></a><p class="wp-caption-text">Foto 3</p></div>
<p style="text-align: justify;">Di originale, su questo gruppo architettonico, ci sono solo quei piccoli frammenti di pietra calcarea che non hanno neanche più la forma di un rocchio di colonna ionica, a Roma li chiamiamo «ruzziche» in quanto frammenti di rovine che hanno molto rotolato. Non parliamo poi dei moltissimi blocchi nuovi tagliati con il diamante, parcheggiati nel cantiere e pronti per essere montati sul fantasma di un tempio che purtroppo non c’è più (<strong>Foto 4</strong>). Povero Filippo!&#8230; Per rilanciare questo sito archeologico, lo hanno rinominato «Partenone Macedone» e l’Unesco ha dato il nulla osta per un’assurda ricostruzione che non è un’anastilosi ma si tratta di un vero e proprio falso, una truffa per i turisti che nei prossimi decenni andranno a vedere il Palazzo Reale del re macedone, finanziando così, con i soldi dei visitatori, una retorica «macedonazionalistica» e una propaganda che falsifica la storia, ma ingrassa il turismo. Io ESCO dall’UNESCO&#8230; !</p>
<div id="attachment_5869" style="width: 599px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2025/02/4.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-5869" src="https://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2025/02/4-1024x859.jpg" alt="Foto 4 Dario Del Bufalo Bufale Archeologiche" width="589" height="495" /></a><p class="wp-caption-text">Foto 4</p></div>
<p style="text-align: justify;">Per info o per segnalazioni: bufalearcheologiche@gmail.com</p>
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		<title>Nel nuovo Museo Egizio. Grande, anzi grandissimo. Faraonico GdA Novembre 2024</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Nov 2024 15:03:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Dario Del Bufalo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Archeologia]]></category>
		<category><![CDATA[Bufale Archeologiche]]></category>
		<category><![CDATA[Egitto]]></category>
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		<description><![CDATA[Sono appena tornato da Il Cairo dove ho tenuto una conferenza al YPO sui marmi e sulle cave egiziani ed ho finalmente visitato il nuovo Grand Egyptian Museum, situato a Giza a pochi metri dalle famose piramidi, si tratta del museo archeologico più grande del mondo. L’apertura di questa enorme struttura è stata rimandata per ben [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Sono appena tornato da Il Cairo dove ho tenuto una conferenza al YPO sui marmi e sulle cave egiziani ed ho finalmente visitato il nuovo <strong>Grand Egyptian Museum</strong>, situato a Giza a pochi metri dalle famose piramidi, si tratta del museo archeologico più grande del mondo. L’apertura di questa enorme struttura è stata rimandata per ben 16 anni, partita con un progetto di uno studio d’architettura irlandese nel 2003 con data di fine lavori prevista nel 2009.</p>
<div id="attachment_5786" style="width: 602px" class="wp-caption aligncenter"><img class=" wp-image-5786" src="https://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2024/11/1-Nel-nuovo-Museo-Egizio-Dario-Del-Bufalo-Bufale-Archeologiche-1024x814.jpg" alt="Foto 1. Cairo, The Grand Egyptian Museum" width="592" height="471" /><p class="wp-caption-text">Foto 1. Cairo, The Grand Egyptian Museum</p></div>
<p style="text-align: justify;">Finanziata da banche giapponesi per 1 miliardo di dollari USA, si spera verranno restituiti dall’amministrazione egiziana in diversi decenni, con una stima introiti di biglietteria di circa 50 milioni di dollari USA l’anno. Possibile? Un progetto faraonico, è proprio il caso di dire, poggiato su un’area di 50 ettari, pari a 80 campi di calcio, con un accesso diretto dall’autostrada, un vasto parcheggio, una biglietteria con 12 sportelli e 20 tornelli di accesso, spazi interni alti 80 metri, colossali strutture di metallo, vetrate gigantesche, piazzali sconfinati <strong>(foto 1)</strong>. Il tutto 10 volte più grande del più grande dei centri commerciali italiani&#8230; perché paragonarlo ad un centro commerciale? Non so ma è la prima cosa che mi è venuta in mente pensando a questi spazi e a queste architetture che nulla hanno a che fare con l’Egitto e con i musei d’arte ma ha molto a che fare con il commercio del turismo internazionale mainstream da egittomania. Sembra un’enorme macchina da soldi dove le aree commerciali i coffee shop e i bookshop, per ora sono più grandi delle aree espositive. Forse è anche per questo grande coinvolgimento economico che la gestione del museo e la direzione dei lavori da ultimare è stata ora assegnata ai militari con a capo il colonnello delle Forze Armate Egiziane l’Arch. Atef Moftah. Ormai in Egitto è quasi tutto sotto il controllo militare per “ragioni di sicurezza” e di corruzione? Ma i militari leveranno le tende come previsto a progetto ultimato? Conoscendo un po’ l’Egitto credo che passeranno molti decenni prima che questo possa avvenire. Dal punto di vista strettamente museografico, ci sono molte cose che non vanno.</p>
<div id="attachment_5791" style="width: 315px" class="wp-caption alignright"><img class="wp-image-5791" src="https://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2024/11/2-Nel-nuovo-Museo-Egizio-Dario-Del-Bufalo-Bufale-Archeologiche-832x1024.jpg" alt="Foto 2" width="305" height="376" /><p class="wp-caption-text">Foto 2. Testa di Akhenaton. Cairo, The Grand Egyptian Museum.</p></div>
<p style="text-align: justify;">Hanno già posizionato molte sculture di marmo sull’enorme scalone centrale che è sovrastato da uno spazio infinito con altezze di più di 40 metri e le grandi sculture che un tempo campeggiavano nelle aule ottocentesche del vecchio museo di Piazza Taharir, ora sembrano piccole e orrendamente illuminate solo dal basso, visto che i soffitti sono troppo alti per ospitare dei fari che da 40 metri di distanza non potrebbero dare una luce adeguata. Basti vedere il risultato ridicolo di luce sulla colossale e meravigliosa testa ritratto di <strong>Akhenaton</strong>, illuminata da sotto sembra un pupazzo della Disney <strong>(foto 2)</strong>. Zahi Hawas, ex Ministro del Turismo d’Egitto, ha detto : &lt;&lt; la nostra Archeologia è stata sempre nelle mani di stranieri, ora con questo nuovo centro, sarà solo nelle nostre mani &gt;&gt;, credo che il problema sarà proprio questo.</p>
<div id="attachment_5793" style="width: 604px" class="wp-caption aligncenter"><img class="wp-image-5793" src="https://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2024/11/3-Nel-nuovo-Museo-Egizio-Dario-Del-Bufalo-Bufale-Archeologiche.jpg" alt="Foto 3." width="594" height="395" /><p class="wp-caption-text">Foto 3. Cairo, Museo Egizio a Piazza Tahrir</p></div>
<p style="text-align: justify;">Che peccato che il vecchio Museo a Piazza Tahrir <strong>(foto 3) </strong>sarà svuotato delle migliori collezioni e rimarrà come testimone del bel tempo che fu, quando Il Cairo ed Alessandria erano città multietniche e cosmopolite, le vetrine erano di legno con i vetri soffiati, la luce ad incandescenza dava ancora di più il senso di mistero e fissava l’epoca delle grandi scoperte nella Valle dei Re a cavallo tra ‘800 e ‘900, un po’ di polvere e odore di cera non guastavano.</p>
<div id="attachment_5800" style="width: 307px" class="wp-caption alignleft"><img class="wp-image-5800" src="https://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2024/11/4-Nel-nuovo-Museo-Egizio-Dario-Del-Bufalo-Bufale-Archeologiche-768x1024.jpg" alt="Foto 4." width="297" height="396" /><p class="wp-caption-text">Foto 4. Cairo, Museo Egizio a Piazza Tahrir, interno.</p></div>
<p style="text-align: justify;">Per poco ancora, si può notare la perfetta illuminazione delle sculture come nelle due teste greco romane rappresentate nella <strong>foto 4</strong>. Le vetrine si stanno svuotando nei lunghi corridoi al primo piano <strong>(foto 5)</strong>, c’è aria di dismissione nel vecchio e fascinoso museo, amato da Agatha Christie e da tutti noi nati a metà del secolo scorso.</p>
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<div id="attachment_5804" style="width: 604px" class="wp-caption alignleft"><img class="wp-image-5804" src="https://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2024/11/5-Nel-nuovo-Museo-Egizio-Dario-Del-Bufalo-Bufale-Archeologiche-300x225.jpg" alt="Foto 5." width="594" height="445" /><p class="wp-caption-text">Foto 5. Foto 4. Cairo, Museo Egizio a Piazza Tahrir, interno.</p></div>
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<p>Per info o per segnalazioni: bufalearcheologiche@gmail.com</p>
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		<title>San Casciano non è Riace GdA Dicembre 2022</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Dec 2022 10:43:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Dario Del Bufalo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Archeologia]]></category>
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		<category><![CDATA[Bronzi di Riace]]></category>
		<category><![CDATA[Getty Museum]]></category>
		<category><![CDATA[San Casciano dei Bagni]]></category>
		<category><![CDATA[Satiro Danzante]]></category>

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		<description><![CDATA[È di pochi giorni fa la notizia che a San Casciano dei Bagni (nel Senese) sono stati rinvenuti 24 bronzi antichi (III-I secolo a.C.) negli scavi delle Terme diretti dall’Università per Stranieri di Siena in collaborazione con il MiC. Il rinvenimento è senz’altro importante sul profilo storico e documentario del periodo di passaggio tra l’epoca [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_5650" style="width: 418px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2022/12/4.jpg" target="_blank"><img class="  wp-image-5650" src="http://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2022/12/4-300x169.jpg" alt="4" width="408" height="230" /></a><p class="wp-caption-text">Foto 4. San Casciano dei Bagni (SI), Terme</p></div>
<p style="text-align: justify;">È di pochi giorni fa la notizia che a San Casciano dei Bagni (nel Senese) sono stati rinvenuti 24 bronzi antichi (III-I secolo a.C.) negli scavi delle Terme diretti dall’Università per Stranieri di Siena in collaborazione con il MiC.</p>
<div id="attachment_5655" style="width: 211px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2022/12/11.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-5655 " src="http://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2022/12/11-200x300.jpg" alt="1" width="201" height="302" /></a><p class="wp-caption-text">Foto 1. <em>Bronzi di Riace</em>,<em> Guerriero A</em> (il giovane). Reggio Calabria, Museo Archeologico Nazionale</p></div>
<p style="text-align: justify;">Il rinvenimento è senz’altro importante sul profilo storico e documentario del periodo di passaggio tra l’epoca etrusca e quella romana, soprattutto per le preziose iscrizioni in etrusco e latino che descrivono i voti e i nomi delle famiglie tributarie, dando così nuova luce alla storia dei gruppi familiari dell’epoca come la famosa statua in bronzo (certamente più bella) dell’<em>Arringatore</em> rinvenuta a Perugia e oggi conservata nel Museo Archeologico Nazionale di Firenze.</p>
<div id="attachment_5647" style="width: 199px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2022/12/2.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-5647 " src="http://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2022/12/2-196x300.jpg" alt="2" width="189" height="289" /></a><p class="wp-caption-text">Foto 2. <em>Atleta di Fano</em>. Los Angeles, J.P. Getty Museum</p></div>
<p style="text-align: justify;">La qualità artistica di questi bronzi non si avvicina neanche lontanamente a quella dei <strong><em>Bronzi di Riace</em></strong> (foto 1) o del giovane <strong><em>Atleta</em></strong> ripescato al largo di Fano (foto 2; cfr. n. 395, mar. ’19, p. 22) e oggi al Getty Museum, oppure al <strong><em>Satiro Danzante</em></strong> di Mazara del Vallo (foto 3).</p>
<div id="attachment_5660" style="width: 216px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2022/12/3.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-5660" src="http://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2022/12/3-244x300.jpg" alt="3" width="206" height="253" /></a><p class="wp-caption-text">Foto 3. <em>Satiro Danzante</em>. Mazzara del Vallo, Museo</p></div>
<p style="text-align: justify;">I 24 bronzi di San Casciano sono ex voto, bruttini, provinciali, sproporzionati, tecnicamente poveri e ingenui (foto 4) rispetto alla scultura classica greca o a quella romana imperiale. Dunque non facciamo paragoni impropri e lasciamo alla provincia il fascino e l’interesse storico dei centri minori.</p>
<p style="text-align: justify;">Per info o per segnalazioni: bufalearcheologiche@gmail.com</p>
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		<title>Delfi vs Atene GdA Luglio/Agosto 2022</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Jun 2022 09:41:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Dario Del Bufalo]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nelle settimane scorse sono stato a Delfi a visitare gli scavi e il museo e devo dire che ancora aleggia lo spirito dell’oracolo, visto che questo sito di provincia è ben tenuto, funziona bene e ha un museo molto bello, a misura d’uomo. I marmi e i bronzi presenti sono stati solo puliti e per [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_5585" style="width: 235px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2022/06/1-e1656406836293.jpg"><img class="wp-image-5585 size-medium" src="http://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2022/06/1-e1656406836293-225x300.jpg" alt="1" width="225" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Foto 1. <em>Antinoo</em>. Delfi, Museo Archeologico</p></div>
<p style="text-align: justify;">Nelle settimane scorse sono stato a Delfi a visitare gli scavi e il museo e devo dire che ancora aleggia lo spirito dell’oracolo, visto che questo sito di provincia è ben tenuto, funziona bene e ha un museo molto bello, a misura d’uomo. I marmi e i bronzi presenti sono stati solo puliti e per fortuna mai spatinati o «restaurati» (forse solo per mancanza di fondi), il più bell’Antinoo di sempre è in perfette condizioni e con tutte le sue patine calcaree stalattitiche e ancora con le concrezioni a radichette, che sono come delle spezie rare e profumate, sulla superficie ancora lucida del suo marmo pario che vorresti quasi mangiare (foto 1).</p>
<div id="attachment_5586" style="width: 215px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2022/06/2.jpg"><img class="wp-image-5586 size-medium" src="http://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2022/06/2-205x300.jpg" alt="2" width="205" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Foto 2. <em>Auriga</em>. Delfi, Museo Archeologico</p></div>
<p style="text-align: justify;">Le metope arcaiche e i kouroi sono ben esposti e illuminati, sembrano rinvenuti e scavati pochi giorni fa nei monti del Parnaso, addirittura ancora sporchi di terra. Il famoso bronzo dell’Auriga di Delfi è esposto solitario in una sala e sembra appena scavato (foto 2).</p>
<p style="text-align: justify;">Poi torno ad Atene e visito per l’ennesima volta il Museo dell’Acropoli: mal collegato, no parcheggi, file lunghissime, guide che urlano in tutte le lingue, divieto di scattare foto nella Sala della Scultura arcaica, divieto di posare davanti alle opere… Un inferno! Soprattutto ogni anno scopro nuovi restauri e orrende integrazioni al Partenone (cfr. Bufala archeologica del n. 352, apr. ’15, p. 19) e nuove scellerate pulizie a marmi e bronzi, più che pulizie sono «scartavetrature» operate con il Black&amp;Decker, eseguite da dementi inesperti e delinquenti abituali.</p>
<div id="attachment_5594" style="width: 231px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2022/06/3a.jpg"><img class="wp-image-5594 size-medium" src="http://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2022/06/3a-221x300.jpg" alt="3a" width="221" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Foto 3. Esempio di Bronzo spatinato. Atene, Museo Archeologico Nazionale</p></div>
<div id="attachment_5603" style="width: 324px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2022/06/41.jpg"><img class=" wp-image-5603" src="http://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2022/06/41-300x225.jpg" alt="Foto 4. Esempio di Marmo sabbiato. Atene, Museo Archeologico Nazionale" width="314" height="235" /></a><p class="wp-caption-text">Foto 4. Esempio di Marmo sabbiato. Atene, Museo Archeologico Nazionale</p></div>
<p style="text-align: justify;">I piccoli bronzi spatinati, nelle vetrine al primo piano, sembrano freschi di fusione e lucidati con la carta abrasiva (foto 3), alcuni marmi puliti e sabbiati all’inverosimile, sembrano panna montata (foto 4).</p>
<p style="text-align: justify;">Mi chiedo quando i responsabili dei musei nei vari Paesi occidentali (il nostro non escluso) smetteranno di far distruggere le opere lapidee e metalliche ai loro parenti o amici consorziati in ditte o cooperative (sono sempre le stesse)? Perché abbiamo perso la cultura antiquaria e il rispetto delle patine archeologiche?</p>
<p style="text-align: left;">Per info o per segnalazioni: bufalearcheologiche@gmail.com</p>
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		<title>Altra trouvaille, altra restituzione, ma a chi? GdA Giugno 2022</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Jun 2022 10:28:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Dario Del Bufalo]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una signora americana, tale J. Mendoza, ha comprato nel 2018 in Texas una testa di marmo alla vendita Goodwill, che è un po’ come la catena de «Il Mercatino» qui in Italia, pagandola solo 35 dollari. Nella foto vediamo la testa appena acquistata, nella sua macchina con la cintura di sicurezza allacciata e il cartellino [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="page" title="Page 1">
<div id="attachment_5578" style="width: 329px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2022/06/Foto.jpg" target="_blank"><img class="  wp-image-5578" src="http://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2022/06/Foto-242x300.jpg" alt="Dario Del Bufalo Bufale Archeologiche GdA Giugno 2022" width="319" height="395" /></a><p class="wp-caption-text">Texas, San Antonio Museum of Art</p></div>
<p class="2testobrevibox" style="text-align: justify;">Una signora americana, tale J. Mendoza, ha comprato nel 2018 in Texas una testa di marmo alla vendita Goodwill, che è un po’ come la catena de «Il Mercatino» qui in Italia, pagandola solo 35 dollari. Nella <span class="2brevicorsivo">foto</span> vediamo la testa appena acquistata, nella sua macchina con la cintura di sicurezza allacciata e il cartellino del prezzo ancora sulla guancia. Dopo averla fatta studiare da un professore dell’Università di Austin, si scopre che si tratta di un <span class="2breviboxtxtbold"><strong>ritratto romano</strong> del I secolo</span>, che rappresenterebbe <strong><span class="2breviboxtxtbold">Pompeo Magno giovane</span></strong>. Sembra che la testa fosse <strong><span class="2breviboxtxtbold">appartenuta al re tedesco Ludovico I</span> </strong>alla fine del XVIII secolo, conservata nel Palazzo di Aschaffenburg in Germania. Questa cittadina bavarese fu bombardata duramente nel corso della seconda guerra mondiale dagli alleati americani e probabilmente un soldato del Texas <strong><span class="2breviboxtxtbold">raccolse la testa dalle rovine</span></strong>, forse pensando di salvarla dalla distruzione e la portò con sé. Nel 2023 il Museo di San Antonio (Texas), dov’è attualmente conservata, la restituirà alla Germania com’è sembrato giusto a tutti. Però mi chiedo: sappiamo esattamente se tutti i beni della residenza di Ludovico I, dopo il bombardamento, siano tornati al loro posto e non siano stati tritati o buttati via con le macerie dei bombardamenti? Forse questo censimento non è mai stato fatto. A mio avviso ci vorrebbe un <strong><span class="2breviboxtxtbold">premio</span></strong>, invece che una critica, al soldato texano e alla signora Mendoza per aver restituito intatto dopo 80 anni un marmo così importante. Forse un premio alla signora potrebbe essere un comodato della testa per 10 anni per poi rimandarla in Germania&#8230; Oppure restituirla all’Italia, dov’è stata realmente concepita e scolpita? A meno che non restituiamo il marmo alle montagne di Carrara, poiché è da lì che viene il materiale di questo manufatto.</p>
<p><span class="3notinelibribold">Per info o per segnalazioni: bufalearcheologiche@gmail.com</span></p>
<div class="section" style="text-align: justify;"></div>
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		<title>Un oblio che dura da 80 anni GdA Aprile 2022</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Apr 2022 08:46:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Dario Del Bufalo]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[A 50 metri dal Colosseo, proprio sopra l’Acquedotto Neroniano, in un’area sopraelevata del Celio, esiste una struttura abbandonata dal 1939 con migliaia di reperti archeologici lasciati alle intemperie come macerie di guerra (foto 1). Si tratta dell’Antiquarium Comunale una struttura nata alla fine dell’Ottocento per accogliere un Museo Archeologico che fu completato solo durante gli [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_5551" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2022/04/Foto-11.jpg"><img class="size-medium wp-image-5551" src="http://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2022/04/Foto-11-300x225.jpg" alt="Foto 1. Roma, Antiquarium Comunale" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Foto 1. Roma, Antiquarium Comunale</p></div>
<p style="text-align: justify;">A 50 metri dal Colosseo, proprio sopra l’Acquedotto Neroniano, in un’area sopraelevata del Celio, esiste una struttura abbandonata dal 1939 con migliaia di reperti archeologici lasciati alle intemperie come macerie di guerra (foto 1).<br />
Si tratta dell’Antiquarium Comunale una struttura nata alla fine dell’Ottocento per accogliere un Museo Archeologico che fu completato solo durante gli anni Venti e Trenta del Novecento, per ospitare i reperti archeologici venuti alla luce anche per la creazione della Via dell’Impero.</p>
<div id="attachment_5553" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2022/04/Foto-2.jpg"><img class="size-medium wp-image-5553" src="http://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2022/04/Foto-2-300x222.jpg" alt="Foto 2. Roma, Antiquarium Comunale" width="300" height="222" /></a><p class="wp-caption-text">Foto 2. Roma, Antiquarium Comunale</p></div>
<p style="text-align: justify;">Poi durante gli scavi della Metropolitana di Roma (linea B, 1940) che passava proprio sotto questo edificio, si verificarono dei cedimenti e lesioni alle strutture (foto 2) e da allora fu tutto congelato, abbandonato, chiuso al pubblico e agli studiosi, in una sorta di damnatio memoriae anche storico-politica.<br />
Tra l’edificio e l’area circostante sono ammassati più di 10mila reperti archeologici, questi sì di “inestimabile valore” visto che non sono stati mai studiati e stimati.<br />
Dopo tante promesse chissà che con il PNRR si farà qualcosa per questa scandalosa situazione che dura da 83 anni.</p>
<p style="text-align: justify;">Per info o per segnalazioni: <a href="mailto:bufalearcheologiche@gmail.com" target="_blank">bufalearcheologiche@gmail.com</a></p>
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		<item>
		<title>Nuova intervista per RAI ITALIA nel programma &#8220;L&#8217;Italia con voi&#8221; per il ritrovamento del Mosaico di Caligola a Nemi</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Dec 2021 09:42:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Dario Del Bufalo]]></dc:creator>
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		</item>
		<item>
		<title>Intervista su RAI1 nel programma &#8220;Oggi è un altro Giorno&#8221; per il Ritrovamento del mosaico di Caligola a Nemi</title>
		<link>https://www.dariodelbufalo.it/intervista-su-rai1-nel-programma-oggi-e-un-altro-giorno-per-il-ritrovamento-del-mosaico-di-caligola-a-nemi/</link>
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		<pubDate>Fri, 17 Dec 2021 10:50:28 +0000</pubDate>
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		<title>È tornata «Mary la squartatrice», si chiama Algoritmo GdA Dicembre 2021</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Dec 2021 09:02:27 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Pensavamo che dopo il Medioevo, col Rinascimento, il nudo nell’Arte avesse di nuovo conquistato quella naturale libertà dell’arte classica e che la potesse mantenere. Invece poi arriva l’Inquisizione, che per fortuna in seguito fu scalzata dall’Illuminismo, e così sembrava ancora una volta che il «nudo eroico» maschile o quello sublime e naturale femminile, fossero definitivamente [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="2testobrevibox" style="text-align: justify;">Pensavamo che dopo il Medioevo, col Rinascimento, <span class="2breviboxtxtbold">il nudo</span> nell’Arte avesse di nuovo conquistato quella naturale libertà dell’arte classica e che la potesse mantenere. Invece poi arriva l’Inquisizione, che per fortuna in seguito fu scalzata dall’Illuminismo, e così sembrava ancora una volta che il «nudo eroico» maschile o quello sublime e naturale femminile, fossero definitivamente sdoganati per la morale dei benpensanti.</p>
<div id="attachment_5496" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2021/12/foto-1.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-5496 size-medium" src="http://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2021/12/foto-1-300x253.jpg" alt="Foto 1" width="300" height="253" /></a><p class="wp-caption-text">Foto 1 &#8211; <em>Venere Rokeby,</em> Diego Velazquez. Londra, National Gallery</p></div>
<p class="2testobrevibox" style="text-align: justify;">Tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento però nascono i movimenti sull’emancipazione femminile e addirittura nel 1914 <span class="2breviboxtxtbold">Mary «the slasher» Richardson,</span> una giovane suffragetta, entra nella National Gallery di Londra e «squarta» con un ombrello la <span class="2breviboxtxtbold">Venere di Velázquez </span>(foto 1), infierendo sei tagli alla tela perché si sentiva offesa da quelle nudità. La stessa sorte «ombrellifera», ma per ragioni differenti, la ebbero il Vaso Portland al British Museum, spaccato con l’ombrello da un ubriaco nel 1845 e la Tazza Farnese nel Museo Archeologico Nazionale di Napoli presa a ombrellate e frantumata nel 1925 dal custode Salvatore Aita per ragioni sindacali. Sembra che ogni cento anni ci sia un ineluttabile ricorso storico per il quale, una certa parte del mondo riesce a convincere la massa del «mainstream» che ci sia la necessità di moralizzare l’arte di questa società corrotta (vedi anche «l’arte degenerata» condannata dal nazismo). Oggi, cento anni dopo «Mary la squartatrice», la censura nel mondo dell’Arte la fanno gli <span class="2breviboxtxtbold">algoritmi</span>di Internet e tra i più rigorosi ci sono quelli di Facebook, di Instagram o di TikTok, perché questi sono «rispettosi», «inclusivi», «condivisi», «politically correct», ecc.</p>
<div id="attachment_5500" style="width: 219px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2021/12/foto-2.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-5500 size-medium" src="http://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2021/12/foto-2-209x300.jpg" alt="Foto 2 - " width="209" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Foto 2 &#8211; <em>Venere di Willendorf</em>. Vienna Naturhistorishes Museum</p></div>
<p class="2testobrevibox" style="text-align: justify;">Proprio Facebook ha censurato, sulla pagina del Museo di Vienna, le immagini dei nudi di Schiele, Modigliani, Moser e addirittura l’immagine della protostorica <span class="2breviboxtxtbold">Venere di Willendorf</span>, creata 30mila anni fa (foto 2)! A questo punto il museo ha voluto aprire una propria pagina sul sito porno Onlyfans per promuovere queste opere, onde scongiurare possibili ulteriori censure. <span class="2breviboxtxtbold">Margaux Brugvin</span>, consulente di alcuni grandi musei parigini, ha dichiarato che i quadri del XVIII secolo con nudi femminili sono delle vere e proprie «riviste porno» e ancora che Zeus sarebbe il più grande predatore sessuale della cultura occidentale (e io che trovavo così elegante e rispettosa della donna la trasformazione di Zeus in un cigno bianco&#8230;) e poi che Giove comunque promuove la cultura dello stupro! Ragazzi, siamo alla frutta! Non so più cosa aspettarmi di nuovo e assurdo da questo mondo impazzito sulle questioni di «politically correct», «female nudity respect», «gender inclusivity», «LGBTQABCDEFGH»… ecc., tutte invenzioni anglofone che in Italia non traduciamo perché suonano più fiche così.<br />
Il nudo femminile (ma anche quello maschile) nell’arte occidentale non ha mai avuto una valenza strettamente sessuale, come il fatto che l’organo maschile passi in secondo piano rispetto all’eroicità del corpo nudo e sembra piccolissimo sia nei Bronzi di Riace sia, venti secoli dopo, nel David di Michelangelo. Per il nudo femminile vale lo stesso concetto di bellezza e di natura con la componente trascendentale del Sublime, del Femminino Sacro, della Grande Madre e non certo dell’osceno. Perfino l’esplicito dipinto di Courbet «L’origine del mondo» non si deve intendere osceno, altrimenti negheremmo millenni di tutta quell’attività cerebrale, propria dell’animale uomo, che ancora chiamiamo Arte.</p>
<p class="2testobrevibox" style="text-align: justify;">Per info o per segnalazioni: <a href="mailto:bufalearcheologiche@gmail.com" target="_blank">bufalearcheologiche@gmail.com</a></p>
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