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	<title>Dario del Bufalo &#187; Bufale Archeologiche</title>
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	<description>Specialista in scultura lapidea, marmi colorati, glittica, restauro e geoarcheologia</description>
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		<title>«A pensar male si fa peccato, ma spesso si indovina» GdA Maggio 2025</title>
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		<pubDate>Thu, 22 May 2025 08:40:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Dario Del Bufalo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Archeologia]]></category>
		<category><![CDATA[Bufale Archeologiche]]></category>
		<category><![CDATA[Claudio Parisi Presicce]]></category>
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		<description><![CDATA[Due anni fa a Roma all’Ara Pacis si teneva una mostra promossa dalla Sovrintendenza Capitolina ai Beni culturali e dal Comune dall’evocativo titolo «Lex, giustizia e diritto dall’Etruria a Roma» (27 maggio-1 ottobre 2023), rassegna che lasciava pensare che la legge e il rispetto di questa fossero il filo conduttore seguito dai curatori per la [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Due anni fa a Roma all’Ara Pacis si teneva una mostra promossa dalla Sovrintendenza Capitolina ai Beni culturali e dal Comune dall’evocativo titolo «<strong>Lex, giustizia e diritto dall’Etruria a Roma</strong>» (27 maggio-1 ottobre 2023), rassegna che lasciava pensare che la legge e il rispetto di questa fossero il filo conduttore seguito dai curatori per la scelta di oggetti da esporre. È curioso che in Italia nel collezionismo e nel commercio privato dei beni artistici ci sia una rigidissima (anzi, ultimamente diventata insostenibile) attenzione alla titolarità dell’opera d’arte, alla sua autenticità, alla provenienza storica e al valore dichiarato del bene artistico, che nel caso dell’arte antica deve risalire con ricevute e fatture fino ai proprietari a un periodo antecedente il 1909. Mi chiedo come sia possibile tutto ciò se già negli anni Settanta nessuna galleria emetteva fatture delle opere vendute sul mercato. Per la pubblica amministrazione vale la stessa regola? Per la suddetta mostra sembrerebbe di no, visto che almeno <strong>quattro opere antiche in marmo</strong> provenienti da una collezione privata di Siena <strong>sono risultate false</strong>, addirittura acquistate su piattaforme online e dichiarate di epoca romana imperiale, senza un’expertise e senza una provenienza, pertanto anche acquisite illegalmente.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2025/05/1-«A-pensar-male-si-fa-peccato-ma-spesso-si-indovina»-GdA-Maggio-2025-ARA-PACIS-mostra.jpg" target="_blank"><img class="  aligncenter wp-image-5891" src="https://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2025/05/1-«A-pensar-male-si-fa-peccato-ma-spesso-si-indovina»-GdA-Maggio-2025-ARA-PACIS-mostra.jpg" alt="1 «A pensar male si fa peccato, ma spesso si indovina» GdA Maggio 2025 ARA PACIS mostra" width="610" height="455" /></a>Il Tribunale di Roma, dopo un’attenta indagine della Guardia di Finanza e del suo gruppo specializzato in archeologia e a seguito di diverse perizie condotte da specialisti, ha stabilito che si trattava di falsi fraudolenti, in quanto invecchiati con rotture e patine atte a simulare lo scavo archeologico, ipotizzando un danno erariale.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2025/05/2-«A-pensar-male-si-fa-peccato-ma-spesso-si-indovina»-GdA-Maggio-2025-ARA-PACIS-Mostra.jpg" target="_blank"><img class="alignleft wp-image-5897" src="https://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2025/05/2-«A-pensar-male-si-fa-peccato-ma-spesso-si-indovina»-GdA-Maggio-2025-ARA-PACIS-Mostra-447x1024.jpg" alt="2 «A pensar male si fa peccato, ma spesso si indovina» GdA Maggio 2025 ARA PACIS Mostra" width="332" height="760" /></a>Il 7 marzo 2025 «la Repubblica» ha pubblicato un articolo a firma di Giuseppe Scarpa di questo tenore: «<i>Ara Pacis, mostra con truffa: quattro reperti esposti erano falsi, sequestrato il catalogo, indagati il curatore Lemmo e il collezionista Casprini. Le opere sarebbero state acquistate online: il valore è passato da 12mila a 725mila euro, Comune di Roma e Sovrintendenza sono parte lesa…</i>». Bizzarro, perché la Sovrintendenza del Comune di Roma si avvale di storici dell’arte e archeologi per le sue mostre e il sovrintendente <strong>Claudio Parisi Presicce</strong> è anche direttore dei Musei Capitolini da quasi 20 anni. Essendo il primo firmatario del catalogo e il Sovrintendente del Comune, il suo ruolo lo rende partecipe della mostra stessa e avrebbe dovuto avere le competenze per stabilire se qualcuno stava prestando una cosa per un’altra, «aliud pro alio»: come possono la Sovrintendenza e il Comune di Roma essere parte lesa? Così sembra strano e improbabile che nessuno si sia accorto dei grossolani (per usare un eufemismo) falsi proposti per l’esposizione. Un ulteriore articolo apparso online su «The Journal of Cultural Heritage Crime» (18 marzo 2025), a cura di Carlo Maria Vassallo, riporta le responsabilità nell’alveo giusto e sottolinea l’importanza dell’etica con i parametri di <i>due diligence</i> specialmente per le strutture pubbliche e i musei laddove nelle mostre mercato, come il Tefaf di Maastricht o di Palazzo Corsini a Firenze, si ricorre al «<strong>vetting</strong>», cioè a una commissione di decine di esperti e specialisti esterni, che prima dell’evento, vagliano in modo scrupoloso e quasi ossessivo <strong>legittimità, originalità, provenienza storica, pertinenza</strong> e <strong>valore</strong> di ogni singola opera che entra nella manifestazione di una mostra mercato. A un anno dalla fine della rassegna, sembrerebbe che la collezione privata sia stata proposta per andare in vendita a un’asta romana (agosto 2024). Giulio Andreotti per ultimo ma anche papa Pio XI dicevano: «<i>A pensar male si fa peccato ma spesso si indovina</i>».</p>
<p style="text-align: justify;">Per info o per segnalazioni: bufalearcheologiche@gmail.com</p>
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		<title>Una macedonia di Partenone GdA Dicembre 2024</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Feb 2025 10:31:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Dario Del Bufalo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Archeologia]]></category>
		<category><![CDATA[Bufale Archeologiche]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Restauri]]></category>
		<category><![CDATA[Segnalazioni dei lettori]]></category>
		<category><![CDATA[UNESCO]]></category>

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		<description><![CDATA[Mi tocca ancora una volta parlar male dell’Unesco. In Grecia stanno eseguendo «restauri» di integrazione e anastilosi in diversi siti archeologici. Uno di questi, più degli altri, necessita di una critica. Piervaleriano Angelini, che oramai è il mio «agente all’Avana», mi manda alcune immagini sconvolgenti dei lavori di restauro che da 15 anni interessano le [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Mi tocca ancora una volta parlar male dell’Unesco. In Grecia stanno eseguendo «restauri» di integrazione e anastilosi in diversi siti archeologici.</p>
<div id="attachment_5840" style="width: 381px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2025/02/1.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-5840" src="https://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2025/02/1-1024x1024.jpg" alt="Foto 1 Dario Del Bufalo Bufale Archeologiche " width="371" height="371" /></a><p class="wp-caption-text">Foto 1</p></div>
<p style="text-align: justify;">Uno di questi, più degli altri, necessita di una critica. Piervaleriano Angelini, che oramai è il mio «agente all’Avana», mi manda alcune immagini sconvolgenti dei lavori di restauro che da 15 anni interessano le rovine (molto rovinate) del Palazzo Reale di Vergina (Aigai in antico) residenza estiva di Filippo II di Macedonia. Sotto l’egida Unesco le ditte incaricate stanno «inglobando» i pochi resti delle colonne antiche in pietra calcarea-travertino, dentro stampi di cemento che simulano la forma originaria dell’elemento architettonico, al quale (forse) appartenevano (<strong>Foto 1</strong>), restituendo così un’immagine artefatta dell’elemento ionico.</p>
<div id="attachment_5844" style="width: 414px" class="wp-caption alignright"><a href="https://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2025/02/2.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-5844" src="https://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2025/02/2-1024x910.jpg" alt="Foto 2 Dario Del Bufalo Bufale Archeologiche" width="404" height="359" /></a><p class="wp-caption-text">Foto 2</p></div>
<p style="text-align: justify;">Addirittura si stanno usando materiali non congrui al sito, invece di usare pietra calcarea per rimpiazzare un gradino perduto, al suo posto si posiziona un brutto parallelepipedo in marmo statuario realizzato in fabbrica e tagliato con il diamante o al laser (<strong>Foto 2</strong>). Le due colonne con architrave (<strong>Foto 3</strong>)  sono un falso totale, che nulla hanno a che vedere con l’anastilosi (cioè un riposizionamento degli elementi architettonici antichi crollati a causa di un terremoto ma ancora reperibili in situ).</p>
<div id="attachment_5852" style="width: 393px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2025/02/3.jpeg" target="_blank"><img class="wp-image-5852" src="https://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2025/02/3-912x1024.jpeg" alt="Foto 3 Dario Del Bufalo Bufale Archeologiche" width="383" height="430" /></a><p class="wp-caption-text">Foto 3</p></div>
<p style="text-align: justify;">Di originale, su questo gruppo architettonico, ci sono solo quei piccoli frammenti di pietra calcarea che non hanno neanche più la forma di un rocchio di colonna ionica, a Roma li chiamiamo «ruzziche» in quanto frammenti di rovine che hanno molto rotolato. Non parliamo poi dei moltissimi blocchi nuovi tagliati con il diamante, parcheggiati nel cantiere e pronti per essere montati sul fantasma di un tempio che purtroppo non c’è più (<strong>Foto 4</strong>). Povero Filippo!&#8230; Per rilanciare questo sito archeologico, lo hanno rinominato «Partenone Macedone» e l’Unesco ha dato il nulla osta per un’assurda ricostruzione che non è un’anastilosi ma si tratta di un vero e proprio falso, una truffa per i turisti che nei prossimi decenni andranno a vedere il Palazzo Reale del re macedone, finanziando così, con i soldi dei visitatori, una retorica «macedonazionalistica» e una propaganda che falsifica la storia, ma ingrassa il turismo. Io ESCO dall’UNESCO&#8230; !</p>
<div id="attachment_5869" style="width: 599px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2025/02/4.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-5869" src="https://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2025/02/4-1024x859.jpg" alt="Foto 4 Dario Del Bufalo Bufale Archeologiche" width="589" height="495" /></a><p class="wp-caption-text">Foto 4</p></div>
<p style="text-align: justify;">Per info o per segnalazioni: bufalearcheologiche@gmail.com</p>
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		<title>Nel nuovo Museo Egizio. Grande, anzi grandissimo. Faraonico GdA Novembre 2024</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Nov 2024 15:03:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Dario Del Bufalo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Archeologia]]></category>
		<category><![CDATA[Bufale Archeologiche]]></category>
		<category><![CDATA[Egitto]]></category>
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		<description><![CDATA[Sono appena tornato da Il Cairo dove ho tenuto una conferenza al YPO sui marmi e sulle cave egiziani ed ho finalmente visitato il nuovo Grand Egyptian Museum, situato a Giza a pochi metri dalle famose piramidi, si tratta del museo archeologico più grande del mondo. L’apertura di questa enorme struttura è stata rimandata per ben [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Sono appena tornato da Il Cairo dove ho tenuto una conferenza al YPO sui marmi e sulle cave egiziani ed ho finalmente visitato il nuovo <strong>Grand Egyptian Museum</strong>, situato a Giza a pochi metri dalle famose piramidi, si tratta del museo archeologico più grande del mondo. L’apertura di questa enorme struttura è stata rimandata per ben 16 anni, partita con un progetto di uno studio d’architettura irlandese nel 2003 con data di fine lavori prevista nel 2009.</p>
<div id="attachment_5786" style="width: 602px" class="wp-caption aligncenter"><img class=" wp-image-5786" src="https://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2024/11/1-Nel-nuovo-Museo-Egizio-Dario-Del-Bufalo-Bufale-Archeologiche-1024x814.jpg" alt="Foto 1. Cairo, The Grand Egyptian Museum" width="592" height="471" /><p class="wp-caption-text">Foto 1. Cairo, The Grand Egyptian Museum</p></div>
<p style="text-align: justify;">Finanziata da banche giapponesi per 1 miliardo di dollari USA, si spera verranno restituiti dall’amministrazione egiziana in diversi decenni, con una stima introiti di biglietteria di circa 50 milioni di dollari USA l’anno. Possibile? Un progetto faraonico, è proprio il caso di dire, poggiato su un’area di 50 ettari, pari a 80 campi di calcio, con un accesso diretto dall’autostrada, un vasto parcheggio, una biglietteria con 12 sportelli e 20 tornelli di accesso, spazi interni alti 80 metri, colossali strutture di metallo, vetrate gigantesche, piazzali sconfinati <strong>(foto 1)</strong>. Il tutto 10 volte più grande del più grande dei centri commerciali italiani&#8230; perché paragonarlo ad un centro commerciale? Non so ma è la prima cosa che mi è venuta in mente pensando a questi spazi e a queste architetture che nulla hanno a che fare con l’Egitto e con i musei d’arte ma ha molto a che fare con il commercio del turismo internazionale mainstream da egittomania. Sembra un’enorme macchina da soldi dove le aree commerciali i coffee shop e i bookshop, per ora sono più grandi delle aree espositive. Forse è anche per questo grande coinvolgimento economico che la gestione del museo e la direzione dei lavori da ultimare è stata ora assegnata ai militari con a capo il colonnello delle Forze Armate Egiziane l’Arch. Atef Moftah. Ormai in Egitto è quasi tutto sotto il controllo militare per “ragioni di sicurezza” e di corruzione? Ma i militari leveranno le tende come previsto a progetto ultimato? Conoscendo un po’ l’Egitto credo che passeranno molti decenni prima che questo possa avvenire. Dal punto di vista strettamente museografico, ci sono molte cose che non vanno.</p>
<div id="attachment_5791" style="width: 315px" class="wp-caption alignright"><img class="wp-image-5791" src="https://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2024/11/2-Nel-nuovo-Museo-Egizio-Dario-Del-Bufalo-Bufale-Archeologiche-832x1024.jpg" alt="Foto 2" width="305" height="376" /><p class="wp-caption-text">Foto 2. Testa di Akhenaton. Cairo, The Grand Egyptian Museum.</p></div>
<p style="text-align: justify;">Hanno già posizionato molte sculture di marmo sull’enorme scalone centrale che è sovrastato da uno spazio infinito con altezze di più di 40 metri e le grandi sculture che un tempo campeggiavano nelle aule ottocentesche del vecchio museo di Piazza Taharir, ora sembrano piccole e orrendamente illuminate solo dal basso, visto che i soffitti sono troppo alti per ospitare dei fari che da 40 metri di distanza non potrebbero dare una luce adeguata. Basti vedere il risultato ridicolo di luce sulla colossale e meravigliosa testa ritratto di <strong>Akhenaton</strong>, illuminata da sotto sembra un pupazzo della Disney <strong>(foto 2)</strong>. Zahi Hawas, ex Ministro del Turismo d’Egitto, ha detto : &lt;&lt; la nostra Archeologia è stata sempre nelle mani di stranieri, ora con questo nuovo centro, sarà solo nelle nostre mani &gt;&gt;, credo che il problema sarà proprio questo.</p>
<div id="attachment_5793" style="width: 604px" class="wp-caption aligncenter"><img class="wp-image-5793" src="https://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2024/11/3-Nel-nuovo-Museo-Egizio-Dario-Del-Bufalo-Bufale-Archeologiche.jpg" alt="Foto 3." width="594" height="395" /><p class="wp-caption-text">Foto 3. Cairo, Museo Egizio a Piazza Tahrir</p></div>
<p style="text-align: justify;">Che peccato che il vecchio Museo a Piazza Tahrir <strong>(foto 3) </strong>sarà svuotato delle migliori collezioni e rimarrà come testimone del bel tempo che fu, quando Il Cairo ed Alessandria erano città multietniche e cosmopolite, le vetrine erano di legno con i vetri soffiati, la luce ad incandescenza dava ancora di più il senso di mistero e fissava l’epoca delle grandi scoperte nella Valle dei Re a cavallo tra ‘800 e ‘900, un po’ di polvere e odore di cera non guastavano.</p>
<div id="attachment_5800" style="width: 307px" class="wp-caption alignleft"><img class="wp-image-5800" src="https://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2024/11/4-Nel-nuovo-Museo-Egizio-Dario-Del-Bufalo-Bufale-Archeologiche-768x1024.jpg" alt="Foto 4." width="297" height="396" /><p class="wp-caption-text">Foto 4. Cairo, Museo Egizio a Piazza Tahrir, interno.</p></div>
<p style="text-align: justify;">Per poco ancora, si può notare la perfetta illuminazione delle sculture come nelle due teste greco romane rappresentate nella <strong>foto 4</strong>. Le vetrine si stanno svuotando nei lunghi corridoi al primo piano <strong>(foto 5)</strong>, c’è aria di dismissione nel vecchio e fascinoso museo, amato da Agatha Christie e da tutti noi nati a metà del secolo scorso.</p>
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<div id="attachment_5804" style="width: 604px" class="wp-caption alignleft"><img class="wp-image-5804" src="https://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2024/11/5-Nel-nuovo-Museo-Egizio-Dario-Del-Bufalo-Bufale-Archeologiche-300x225.jpg" alt="Foto 5." width="594" height="445" /><p class="wp-caption-text">Foto 5. Foto 4. Cairo, Museo Egizio a Piazza Tahrir, interno.</p></div>
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<p>Per info o per segnalazioni: bufalearcheologiche@gmail.com</p>
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		<title>Povero Franco Maria GdA Marzo 2024</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Feb 2024 11:14:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Dario Del Bufalo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Bufale Archeologiche]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
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		<category><![CDATA[Pietre Dure]]></category>

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		<description><![CDATA[La mostra «Storie di Pietra» da poco conclusasi a Villa Medici presso l’Accademia di Francia a Roma sulle pietre collezionate da Roger Caillois è stata un fiasco, non per mancanza di pubblicità o comunicazione ma perché le pietre in genere sono un argomento difficile e non così popolare o «mainstream» (come si dice oggi) e [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La mostra «Storie di Pietra» da poco conclusasi a Villa Medici presso l’Accademia di Francia a Roma sulle pietre collezionate da Roger Caillois è stata un fiasco, non per mancanza di pubblicità o comunicazione ma perché le pietre in genere sono un argomento difficile e non così popolare o «mainstream» (come si dice oggi) e anche perché sinceramente i diaspri, le agate, le paesine, i calcedoni, i quarzi della Collezione Caillois sono tra i più brutti, più piccoli e insignificanti esempi che abbia mai visto in mostra. Sembrano quei minerali che si vendono nelle edicole a fascicoli mensili francesi con la pubblicità che recita: «<i>Questo mese in regalo il quarzo rosa!</i>».<br />
Se mettessimo le pietre di Caillois in vendita in una delle tante fiere di mineralogia nel mondo, i suoi campioni sarebbero venduti tra 10 e 50 euro l’uno. Dunque Caillois sarà stato un grande letterato, filosofo, entomologo e poeta, ma di bellezza e rarità di marmi, pietre dure o minerali, possiamo dire, a giudicare da quello che ha collezionato, che non ne capiva nulla.<br />
Se uno veramente volesse vedere belle invenzioni cromatiche e forme fantastiche che «l’artista natura» ha creato milioni di anni fa, potrebbe visitare in Italia molte raccolte di qualità superiore a questa di Caillois. Per esempio, la raccolta del <a href="https://opificiodellepietredure.cultura.gov.it" target="_blank">Museo dell’Opificio delle Pietre Dure a Firenze</a>, i numerosi musei di storia naturale e le raccolte geologiche di molte università, anche quella «sparita» dell’Ufficio Geologico di Roma di largo Santa Susanna. Si potrebbe visitare la collezione <a href="http://www.ipanemarovis.com/index%20chi%20siamo.htm" target="_blank">Ipanema Rovis</a> («L’Arte di Dio») a Trieste, oppure la bella e ricca raccolta di pietre d’Arno e paesine della <a href="https://www.beniculturali.it/luogo/fondazione-giovanni-pratesi#:~:text=Descrizione,raffigurante%20La%20Testa%20del%20Redentore." target="_blank">Fondazione Giovanni Pratesi</a> a Figline Valdarno (Fi), nell’ex Oratorio dell’Ospedale Serristori, oltre alle centinaia di raccolte antiche e meno antiche custodite nei musei di storia naturale del mondo.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="  wp-image-5742 aligncenter" src="http://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2024/02/1-1024x750.jpeg" alt="1" width="589" height="431" /></p>
<p style="text-align: justify;">Già mal tolleravo i vari articoli di giornali osannanti la mostra e il personaggio, poi quando è uscita per i tipi di FMR la pubblicazione <i>Scritto nella pietra</i> che presenta la suddetta collezione come se fosse un unicum straordinario di questa rarissima «<i>estasi minerale</i>», «<i>mistica minerale</i>», ovvero «<i>l’estro poetico di Roger Caillos per i minerali</i>», scomodando anche Marguerite Yourcenar che pronunciò un discorso nel 1981 per la sua investitura all’Accademia di Francia al posto del defunto Caillois e indotta a coniare «<i>mistica della materia</i>» la sua ricerca sulla pietra, ho detto: «<i>Basta mi sembra troppo!</i>». Così ho pensato al povero Franco Maria che era anche geologo oltre che esteta e che non avrebbe mai pubblicato questi miseri frammenti di storia naturale in questo modo, soprattutto la brutta e impietosa fotografia a pagina 83, che mostra la superficie di un banale campione di calcare, (<i>nella foto</i>), rovinata e piena di righe provocate da una maldestra levigatura con mola diamantata per frullino.</p>
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<p>Per info o per segnalazioni: bufalearcheologiche@gmail.com</p>
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		<title>Ma certo! Non sapevate che l’arte  è «politically scorrect»? GdA Maggio 2023</title>
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		<pubDate>Tue, 02 May 2023 10:16:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Dario Del Bufalo]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non se ne può più di queste follie e ortodossie del «politically correct» anche nell’arte. Basta! La povera professoressa Hope Carrasquilla di una scuola media della Florida è stata costretta a dimettersi perché durante una lezione di storia dell’arte ha mostrato agli studenti di 6th grade (12-13 anni) una fotografia del «David» di Michelangelo (nella [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_5676" style="width: 315px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2023/05/David-censurato.jpg"><img class=" wp-image-5676" src="http://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2023/05/David-censurato-200x300.jpg" alt="David by Michelangelo Florence Galleria dell'Accademia" width="305" height="458" /></a><p class="wp-caption-text"><em>David,</em> Michelangelo. Firenze, Galleria dell&#8217;Accademia</p></div>
<p class="2testobrevibox" style="text-align: justify;">Non se ne può più di queste follie e ortodossie del «politically correct» anche nell’arte. Basta!<br />
La povera professoressa Hope Carrasquilla di una scuola media della Florida è stata costretta a dimettersi perché durante una lezione di storia dell’arte ha mostrato agli studenti di 6th grade (12-13 anni) una fotografia del «<em><strong>David</strong></em>» di <strong>Michelangelo</strong> (<i>nella foto</i>) da lei definita «non pornografica», proprio perché si tratta di un’opera d’arte.<br />
Secondo i dirigenti della scuola, però, non doveva mostrare quella foto né pronunciare la parola «pornografia»; forse anche il cognome della professoressa ai vertici della scuola suonava pornografico, assurdo! Come assurdo è stato coprire le parti genitali delle nostre sculture antiche ai Musei Capitolini nel 2016, in occasione della visita delle autorità iraniane.<br />
Assurdo è riscrivere i testi di Roald Dahl per togliere le parole «grasso, brutto e nero». Assurdo modificare Agatha Christie e così via, tutte vittime del «cancel culture» o del «politically correct». E le statue commemorative buttate giù in America?<br />
<strong>Cristoforo Colombo</strong> estirpato perché accusato di aver praticato la tratta degli schiavi d’Africa! Ma il povero Colombo voleva solo andare nelle Indie a cercar fortuna ed è inciampato nelle Americhe… lo schiavismo dall’Africa è cominciato più di 100 anni dopo, per mano di portoghesi, olandesi e poi spagnoli e inglesi; gli italiani non hanno portato neanche uno schiavo saraceno in America.<br />
Basta con questa censura, con l’ortodossia della «retta opinione» in tutti i campi, ora anche nell’<strong>arte, abusata e sfregiata</strong> così spesso anche dalle proteste giovanili per la conservazione dell’ambiente.<br />
Ho il terrore che le nuove generazioni possano vivere in futuro in un mondo sterilizzato, uniformato al pensiero della retta opinione, in un mondo falsificato dalle fake news. Spero che almeno nel mondo dell’arte ci sarà la libertà di rappresentare la propria creatività con una visione antropocentrica vitruviana, pensando che «<em>Ars sive Natura</em>».</p>
<p class="2testobrevibox" style="text-align: justify;">Per info o per segnalazioni: bufalearcheologiche@gmail.com</p>
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		<title>San Casciano non è Riace GdA Dicembre 2022</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Dec 2022 10:43:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Dario Del Bufalo]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[È di pochi giorni fa la notizia che a San Casciano dei Bagni (nel Senese) sono stati rinvenuti 24 bronzi antichi (III-I secolo a.C.) negli scavi delle Terme diretti dall’Università per Stranieri di Siena in collaborazione con il MiC. Il rinvenimento è senz’altro importante sul profilo storico e documentario del periodo di passaggio tra l’epoca [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_5650" style="width: 418px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2022/12/4.jpg" target="_blank"><img class="  wp-image-5650" src="http://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2022/12/4-300x169.jpg" alt="4" width="408" height="230" /></a><p class="wp-caption-text">Foto 4. San Casciano dei Bagni (SI), Terme</p></div>
<p style="text-align: justify;">È di pochi giorni fa la notizia che a San Casciano dei Bagni (nel Senese) sono stati rinvenuti 24 bronzi antichi (III-I secolo a.C.) negli scavi delle Terme diretti dall’Università per Stranieri di Siena in collaborazione con il MiC.</p>
<div id="attachment_5655" style="width: 211px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2022/12/11.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-5655 " src="http://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2022/12/11-200x300.jpg" alt="1" width="201" height="302" /></a><p class="wp-caption-text">Foto 1. <em>Bronzi di Riace</em>,<em> Guerriero A</em> (il giovane). Reggio Calabria, Museo Archeologico Nazionale</p></div>
<p style="text-align: justify;">Il rinvenimento è senz’altro importante sul profilo storico e documentario del periodo di passaggio tra l’epoca etrusca e quella romana, soprattutto per le preziose iscrizioni in etrusco e latino che descrivono i voti e i nomi delle famiglie tributarie, dando così nuova luce alla storia dei gruppi familiari dell’epoca come la famosa statua in bronzo (certamente più bella) dell’<em>Arringatore</em> rinvenuta a Perugia e oggi conservata nel Museo Archeologico Nazionale di Firenze.</p>
<div id="attachment_5647" style="width: 199px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2022/12/2.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-5647 " src="http://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2022/12/2-196x300.jpg" alt="2" width="189" height="289" /></a><p class="wp-caption-text">Foto 2. <em>Atleta di Fano</em>. Los Angeles, J.P. Getty Museum</p></div>
<p style="text-align: justify;">La qualità artistica di questi bronzi non si avvicina neanche lontanamente a quella dei <strong><em>Bronzi di Riace</em></strong> (foto 1) o del giovane <strong><em>Atleta</em></strong> ripescato al largo di Fano (foto 2; cfr. n. 395, mar. ’19, p. 22) e oggi al Getty Museum, oppure al <strong><em>Satiro Danzante</em></strong> di Mazara del Vallo (foto 3).</p>
<div id="attachment_5660" style="width: 216px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2022/12/3.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-5660" src="http://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2022/12/3-244x300.jpg" alt="3" width="206" height="253" /></a><p class="wp-caption-text">Foto 3. <em>Satiro Danzante</em>. Mazzara del Vallo, Museo</p></div>
<p style="text-align: justify;">I 24 bronzi di San Casciano sono ex voto, bruttini, provinciali, sproporzionati, tecnicamente poveri e ingenui (foto 4) rispetto alla scultura classica greca o a quella romana imperiale. Dunque non facciamo paragoni impropri e lasciamo alla provincia il fascino e l’interesse storico dei centri minori.</p>
<p style="text-align: justify;">Per info o per segnalazioni: bufalearcheologiche@gmail.com</p>
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		<title>Sfregio ergo sum GdA Novembre 2022</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Nov 2022 08:46:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Dario Del Bufalo]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 4 ottobre scorso un turista americano ha tirato giù dalle mensole della Galleria Chiaramonti dei Musei Vaticani due busti romani in marmo, frantumandoli a terra in più pezzi (foto 1). Già si comincia a dichiarare che è stato il gesto di un folle psicolabile che voleva solo incontrare papa Francesco. Troppo spesso però la [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_5622" style="width: 266px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2022/11/Foto-11.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-5622 size-medium" src="http://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2022/11/Foto-11-256x300.jpg" alt="Foto 1" width="256" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Foto 1- Musei Vaticani, Galleria Chiaramonti</p></div>
<p style="text-align: justify;">Il 4 ottobre scorso un turista americano ha tirato giù dalle mensole della Galleria Chiaramonti dei Musei Vaticani due busti romani in marmo, frantumandoli a terra in più pezzi (foto 1). Già si comincia a dichiarare che è stato il gesto di un folle psicolabile che voleva solo incontrare papa Francesco. Troppo spesso però la distruzione di un’opera d’arte è stata nei secoli usata come strumento di ricatto, di protesta o come gesto politico e sembra che sempre più stia assumendo un carattere «mainstream» internazionale. Dico «secoli», perché già durante l’Impero romano il famoso «arbiter elegantiarum» Tito Petronio, poco prima <sub>di</sub> morire, distrusse gettandolo a terra, un meraviglioso e costosissimo mestolo in agata murrina, per non farlo cadere nelle mani dell’odiato Nerone. Tante altre distruzioni d’arte sono avvenute durante il Medioevo e il Rinascimento.</p>
<div id="attachment_5625" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2022/11/Foto-2.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-5625 size-medium" src="http://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2022/11/Foto-2-300x253.jpg" alt="Foto 2" width="300" height="253" /></a><p class="wp-caption-text">Foto 2 &#8211; Diego Velázquez, <em>Venere allo specchio</em>. Londra, National Gallery</p></div>
<p style="text-align: justify;">Più tardi, nel 1845, un gentile signore inglese un po’ alticcio distrusse il famoso Vaso cammeo Portland del British Museum, per ragioni personali. Ancora, alla National Gallery di Londra, nel 1914 Mary Richardson (protofemminista, poi detta «la squartatrice»), inferì sei orribili squarci sulla tela della Venere di Velázquez perché troppo nuda e offensiva della donna (foto 2, cfr. n. 423, dic. ’21, p. 25). Nel 1925, un guardiano di nome Salvatore Aita, appena assunto nel Museo Archeologico Nazionale di Napoli, per ragioni sindacali, distrusse la preziosissima agata-cammeo Tazza Farnese, spaccandola in pezzi con un ombrello (Murrina Vasa 2016, foto 3).</p>
<div id="attachment_5629" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2022/11/Foto-31.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-5629 size-medium" src="http://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2022/11/Foto-31-300x196.jpg" alt="Foto 3" width="300" height="196" /></a><p class="wp-caption-text">Foto 3 &#8211; <em>Tazza Farnese.</em> Napoli, Museo Archeologico Nazionale</p></div>
<p style="text-align: justify;">Come non citare il geologo australiano László Tóth che nel 1972 prese a martellate la Pietà di Michelangelo in San Pietro, gridando «<em>Io sono Cristo!</em>». Mentre scrivo questo testo apprendo dal web che due attiviste ecologiste londinesi di 20 anni, hanno lanciato una zuppa di pomodoro sui «Girasoli» di Van Gogh nella National Gallery di Londra, gridando «Cos’è più importante, l’arte o la vita?» (foto 4).</p>
<div id="attachment_5631" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2022/11/Foto-4.png" target="_blank"><img class="wp-image-5631 size-medium" src="http://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2022/11/Foto-4-300x212.png" alt="Foto 4" width="300" height="212" /></a><p class="wp-caption-text">Foto 4 &#8211; Vincent Van Gogh, <em>Girasoli</em>. Londra, National Gallery</p></div>
<p style="text-align: justify;">A me sembrano più due Gianburrasca con la «Pappa al Pomodoro» in cerca di notorietà (una ricerca molto pericolosa per l’arte!), che usano la zuppa Heinz invece di quella Campbell’s di Warhol, almeno potevano fare una citazione colta nel loro disgustoso e condannabile «happening artistico». Tutti questi episodi sono un orrore per l’Arte e non vorrei che fra i più giovani questo comportamento fosse emulato per sentirsi vivi o parte di una comunità che non dà loro più nessuna identità ed ecco che «<em>se sfregio, esisto</em>». Vedrete che in futuro le istituzioni internazionali dei musei prenderanno delle misure di stretta sicurezza del tipo «11 settembre» oppure come il «Green Pass» per i visitatori dei musei per i quali si stabilisca, non già una sanità virale del pubblico, ma una specie di certificato di «sana e robusta costituzione mentale».</p>
<p style="text-align: justify;">Per info o per segnalazioni: bufalearcheologiche@gmail.com</p>
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		<title>Delfi vs Atene GdA Luglio/Agosto 2022</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Jun 2022 09:41:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Dario Del Bufalo]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nelle settimane scorse sono stato a Delfi a visitare gli scavi e il museo e devo dire che ancora aleggia lo spirito dell’oracolo, visto che questo sito di provincia è ben tenuto, funziona bene e ha un museo molto bello, a misura d’uomo. I marmi e i bronzi presenti sono stati solo puliti e per [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_5585" style="width: 235px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2022/06/1-e1656406836293.jpg"><img class="wp-image-5585 size-medium" src="http://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2022/06/1-e1656406836293-225x300.jpg" alt="1" width="225" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Foto 1. <em>Antinoo</em>. Delfi, Museo Archeologico</p></div>
<p style="text-align: justify;">Nelle settimane scorse sono stato a Delfi a visitare gli scavi e il museo e devo dire che ancora aleggia lo spirito dell’oracolo, visto che questo sito di provincia è ben tenuto, funziona bene e ha un museo molto bello, a misura d’uomo. I marmi e i bronzi presenti sono stati solo puliti e per fortuna mai spatinati o «restaurati» (forse solo per mancanza di fondi), il più bell’Antinoo di sempre è in perfette condizioni e con tutte le sue patine calcaree stalattitiche e ancora con le concrezioni a radichette, che sono come delle spezie rare e profumate, sulla superficie ancora lucida del suo marmo pario che vorresti quasi mangiare (foto 1).</p>
<div id="attachment_5586" style="width: 215px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2022/06/2.jpg"><img class="wp-image-5586 size-medium" src="http://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2022/06/2-205x300.jpg" alt="2" width="205" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Foto 2. <em>Auriga</em>. Delfi, Museo Archeologico</p></div>
<p style="text-align: justify;">Le metope arcaiche e i kouroi sono ben esposti e illuminati, sembrano rinvenuti e scavati pochi giorni fa nei monti del Parnaso, addirittura ancora sporchi di terra. Il famoso bronzo dell’Auriga di Delfi è esposto solitario in una sala e sembra appena scavato (foto 2).</p>
<p style="text-align: justify;">Poi torno ad Atene e visito per l’ennesima volta il Museo dell’Acropoli: mal collegato, no parcheggi, file lunghissime, guide che urlano in tutte le lingue, divieto di scattare foto nella Sala della Scultura arcaica, divieto di posare davanti alle opere… Un inferno! Soprattutto ogni anno scopro nuovi restauri e orrende integrazioni al Partenone (cfr. Bufala archeologica del n. 352, apr. ’15, p. 19) e nuove scellerate pulizie a marmi e bronzi, più che pulizie sono «scartavetrature» operate con il Black&amp;Decker, eseguite da dementi inesperti e delinquenti abituali.</p>
<div id="attachment_5594" style="width: 231px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2022/06/3a.jpg"><img class="wp-image-5594 size-medium" src="http://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2022/06/3a-221x300.jpg" alt="3a" width="221" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Foto 3. Esempio di Bronzo spatinato. Atene, Museo Archeologico Nazionale</p></div>
<div id="attachment_5603" style="width: 324px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2022/06/41.jpg"><img class=" wp-image-5603" src="http://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2022/06/41-300x225.jpg" alt="Foto 4. Esempio di Marmo sabbiato. Atene, Museo Archeologico Nazionale" width="314" height="235" /></a><p class="wp-caption-text">Foto 4. Esempio di Marmo sabbiato. Atene, Museo Archeologico Nazionale</p></div>
<p style="text-align: justify;">I piccoli bronzi spatinati, nelle vetrine al primo piano, sembrano freschi di fusione e lucidati con la carta abrasiva (foto 3), alcuni marmi puliti e sabbiati all’inverosimile, sembrano panna montata (foto 4).</p>
<p style="text-align: justify;">Mi chiedo quando i responsabili dei musei nei vari Paesi occidentali (il nostro non escluso) smetteranno di far distruggere le opere lapidee e metalliche ai loro parenti o amici consorziati in ditte o cooperative (sono sempre le stesse)? Perché abbiamo perso la cultura antiquaria e il rispetto delle patine archeologiche?</p>
<p style="text-align: left;">Per info o per segnalazioni: bufalearcheologiche@gmail.com</p>
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		<title>Altra trouvaille, altra restituzione, ma a chi? GdA Giugno 2022</title>
		<link>https://www.dariodelbufalo.it/altra-trouvaille-altra-restituzione-ma-a-chi-gda-giugno-2022/</link>
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		<pubDate>Mon, 06 Jun 2022 10:28:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Dario Del Bufalo]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una signora americana, tale J. Mendoza, ha comprato nel 2018 in Texas una testa di marmo alla vendita Goodwill, che è un po’ come la catena de «Il Mercatino» qui in Italia, pagandola solo 35 dollari. Nella foto vediamo la testa appena acquistata, nella sua macchina con la cintura di sicurezza allacciata e il cartellino [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="page" title="Page 1">
<div id="attachment_5578" style="width: 329px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2022/06/Foto.jpg" target="_blank"><img class="  wp-image-5578" src="http://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2022/06/Foto-242x300.jpg" alt="Dario Del Bufalo Bufale Archeologiche GdA Giugno 2022" width="319" height="395" /></a><p class="wp-caption-text">Texas, San Antonio Museum of Art</p></div>
<p class="2testobrevibox" style="text-align: justify;">Una signora americana, tale J. Mendoza, ha comprato nel 2018 in Texas una testa di marmo alla vendita Goodwill, che è un po’ come la catena de «Il Mercatino» qui in Italia, pagandola solo 35 dollari. Nella <span class="2brevicorsivo">foto</span> vediamo la testa appena acquistata, nella sua macchina con la cintura di sicurezza allacciata e il cartellino del prezzo ancora sulla guancia. Dopo averla fatta studiare da un professore dell’Università di Austin, si scopre che si tratta di un <span class="2breviboxtxtbold"><strong>ritratto romano</strong> del I secolo</span>, che rappresenterebbe <strong><span class="2breviboxtxtbold">Pompeo Magno giovane</span></strong>. Sembra che la testa fosse <strong><span class="2breviboxtxtbold">appartenuta al re tedesco Ludovico I</span> </strong>alla fine del XVIII secolo, conservata nel Palazzo di Aschaffenburg in Germania. Questa cittadina bavarese fu bombardata duramente nel corso della seconda guerra mondiale dagli alleati americani e probabilmente un soldato del Texas <strong><span class="2breviboxtxtbold">raccolse la testa dalle rovine</span></strong>, forse pensando di salvarla dalla distruzione e la portò con sé. Nel 2023 il Museo di San Antonio (Texas), dov’è attualmente conservata, la restituirà alla Germania com’è sembrato giusto a tutti. Però mi chiedo: sappiamo esattamente se tutti i beni della residenza di Ludovico I, dopo il bombardamento, siano tornati al loro posto e non siano stati tritati o buttati via con le macerie dei bombardamenti? Forse questo censimento non è mai stato fatto. A mio avviso ci vorrebbe un <strong><span class="2breviboxtxtbold">premio</span></strong>, invece che una critica, al soldato texano e alla signora Mendoza per aver restituito intatto dopo 80 anni un marmo così importante. Forse un premio alla signora potrebbe essere un comodato della testa per 10 anni per poi rimandarla in Germania&#8230; Oppure restituirla all’Italia, dov’è stata realmente concepita e scolpita? A meno che non restituiamo il marmo alle montagne di Carrara, poiché è da lì che viene il materiale di questo manufatto.</p>
<p><span class="3notinelibribold">Per info o per segnalazioni: bufalearcheologiche@gmail.com</span></p>
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		<title>Un oblio che dura da 80 anni GdA Aprile 2022</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Apr 2022 08:46:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Dario Del Bufalo]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[A 50 metri dal Colosseo, proprio sopra l’Acquedotto Neroniano, in un’area sopraelevata del Celio, esiste una struttura abbandonata dal 1939 con migliaia di reperti archeologici lasciati alle intemperie come macerie di guerra (foto 1). Si tratta dell’Antiquarium Comunale una struttura nata alla fine dell’Ottocento per accogliere un Museo Archeologico che fu completato solo durante gli [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_5551" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2022/04/Foto-11.jpg"><img class="size-medium wp-image-5551" src="http://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2022/04/Foto-11-300x225.jpg" alt="Foto 1. Roma, Antiquarium Comunale" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Foto 1. Roma, Antiquarium Comunale</p></div>
<p style="text-align: justify;">A 50 metri dal Colosseo, proprio sopra l’Acquedotto Neroniano, in un’area sopraelevata del Celio, esiste una struttura abbandonata dal 1939 con migliaia di reperti archeologici lasciati alle intemperie come macerie di guerra (foto 1).<br />
Si tratta dell’Antiquarium Comunale una struttura nata alla fine dell’Ottocento per accogliere un Museo Archeologico che fu completato solo durante gli anni Venti e Trenta del Novecento, per ospitare i reperti archeologici venuti alla luce anche per la creazione della Via dell’Impero.</p>
<div id="attachment_5553" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2022/04/Foto-2.jpg"><img class="size-medium wp-image-5553" src="http://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2022/04/Foto-2-300x222.jpg" alt="Foto 2. Roma, Antiquarium Comunale" width="300" height="222" /></a><p class="wp-caption-text">Foto 2. Roma, Antiquarium Comunale</p></div>
<p style="text-align: justify;">Poi durante gli scavi della Metropolitana di Roma (linea B, 1940) che passava proprio sotto questo edificio, si verificarono dei cedimenti e lesioni alle strutture (foto 2) e da allora fu tutto congelato, abbandonato, chiuso al pubblico e agli studiosi, in una sorta di damnatio memoriae anche storico-politica.<br />
Tra l’edificio e l’area circostante sono ammassati più di 10mila reperti archeologici, questi sì di “inestimabile valore” visto che non sono stati mai studiati e stimati.<br />
Dopo tante promesse chissà che con il PNRR si farà qualcosa per questa scandalosa situazione che dura da 83 anni.</p>
<p style="text-align: justify;">Per info o per segnalazioni: <a href="mailto:bufalearcheologiche@gmail.com" target="_blank">bufalearcheologiche@gmail.com</a></p>
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