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	<title>Dario del Bufalo &#187; Riuso</title>
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	<description>Specialista in scultura lapidea, marmi colorati, glittica, restauro e geoarcheologia</description>
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		<title>Restituitegli anche il tempietto di Windsor (quelle colonne non le voleva nessuno) GdA Febbraio 2022</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Feb 2022 14:03:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Dario Del Bufalo]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Chi si trovasse a passeggiare nel parco di Windsor Castle, nel Surrey inglese, sulle sponde del lago Virginia Waters, potrebbe fare uno strano incontro: il Tempio di Augusto (foto 1). Ebbene, si tratta di originali rovine romane con alte colonne di granito rosa di Assuan (quello degli obelischi egiziani, per intenderci), di granito violetto della [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_5531" style="width: 421px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2022/02/1.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-5531" src="http://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2022/02/1-300x225.jpg" alt="Parco di Windsor Castle. Dario Del Bufalo Bufale Archeologiche" width="411" height="308" /></a><p class="wp-caption-text">1. Parco di Windsor Castle. Tempio di Augusto</p></div>
<p class="2testobrevibox" style="text-align: justify;">Chi si trovasse a passeggiare nel parco di <strong><span class="2breviboxtxtbold">Windsor Castle</span></strong>, nel Surrey inglese, sulle sponde del lago Virginia Waters, potrebbe fare uno strano incontro: il Tempio di Augusto (foto 1). Ebbene, si tratta di originali rovine romane con alte colonne di granito rosa di Assuan (quello degli obelischi egiziani, per intenderci), di granito violetto della Troade e di altri marmi bianchi (foto 2).</p>
<div id="attachment_5536" style="width: 399px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2022/02/2.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-5536 " src="http://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2022/02/2-300x225.jpg" alt="Dario Del Bufalo Bufale archeologiche" width="389" height="292" /></a><p class="wp-caption-text">2. Parco di Windsor Castle</p></div>
<p class="2testobrevibox" style="text-align: justify;">Un tempio romano così ben conservato in queste foreste inglesi? Una costruzione dedicata ad Augusto, quando la Britannia non era ancora romana? Poi più ci si avvicina e più si nota che i capitelli sono tutti diversi e di proporzioni sbagliate, troppo grandi e con architravi non pertinenti&#8230; Se si consultano i libri e le mappe dei primi dell’800 non si trova traccia di queste importanti strutture&#8230; E allora di che si tratta? Sveliamo l’arcano.<br />
Emulo di <strong><span class="2breviboxtxtbold">Lord Elgin</span></strong>, che due anni prima aveva venduto i marmi del Partenone al British Museum, l’ufficiale <strong><span class="2breviboxtxtbold">H. Warrington</span>nel</strong> 1818 tenta la vendita allo stesso museo di ben 37 colonne con basi e capitelli, sottratti dalle rovine del Foro di Settimio Severo a Leptis Magna. Poca cosa se pensiamo che <strong><span class="2breviboxtxtbold">Luigi XIV</span></strong> sottrasse ben 600 colonne da Leptis per usarle nel Palazzo di Versailles. Warrington non riuscì nella vendita, i direttori del museo giudicarono inutili quegli elementi architettonici per le collezioni classiche. Tutti quei marmi rimasero nel cortile del British Museum per otto anni, poi finalmente nel 1826 furono consegnati a <strong><span class="2breviboxtxtbold">J. Wyatville</span></strong>, architetto di <strong><span class="2breviboxtxtbold">Giorgio IV</span></strong>, per creare il Capriccio un po’ folle di un tempietto diruto (pratica già di moda a Roma nel ’600 a Villa Borghese e Villa Albani), da posizionare nei giardini di Windsor Castle. Dunque a questo punto mi chiedo che, se ad alcuni sembra normale che la Grecia voglia indietro i marmi del Partenone, perché non restituire alla Libia le colonne e i capitelli del parco di Windsor, ma anche perché non smontare le 600 colonne del palazzo di Versailles, per restituire a ogni Paese le proprie antichità?</p>
<p class="2testobrevibox" style="text-align: justify;">Per info o per segnalazioni: <a href="mailto:bufalearcheologiche@gmail.com" target="_blank">bufalearcheologiche@gmail.com</a></p>
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		<title>Qui il marmo è ARTE</title>
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		<pubDate>Thu, 02 May 2019 11:39:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Dario Del Bufalo]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2019/05/Corriere-della-Sera-19-Aprile-2019.jpg" target="_blank"><img class="alignnone wp-image-5072" src="http://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2019/05/Corriere-della-Sera-19-Aprile-2019-906x1024.jpg" alt="Corriere della Sera 19 Aprile 2019" width="534" height="603" /></a></p>
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		<title>I marmi antichi nel riuso cosmatesco</title>
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		<pubDate>Tue, 14 May 2013 07:52:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Dario Del Bufalo]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’intervento del Prof. Dario del Bufalo verte sulla nascita della moda dei marmi colorati nella Roma Imperiale: il loro uso, le provenienze, le cave e i colori, soprattutto il valore simbolico, politico e religioso di alcuni dei colori-chiave nel passaggio  dalle iconografie della Roma Pagana a quelle della Roma Cristiana. Tratta inoltre del riuso dei marmi [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2013/05/I-marmi-antichi-nel-riuso-cosmatesco-Dario-Del-Bufalo.jpg"><img class="alignleft  wp-image-3763" alt="I marmi antichi nel riuso cosmatesco Dario Del Bufalo" src="http://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2013/05/I-marmi-antichi-nel-riuso-cosmatesco-Dario-Del-Bufalo-753x1024.jpg" width="369" height="502" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">L’intervento del Prof. Dario del Bufalo verte sulla nascita della moda dei marmi colorati nella Roma Imperiale: il loro uso, le provenienze, le cave e i colori, soprattutto il valore simbolico, politico e religioso di alcuni dei colori-chiave nel passaggio  dalle iconografie della Roma Pagana a quelle della Roma Cristiana. Tratta inoltre del riuso dei marmi colorati nel Tardo Antico. Nel Medioevo la consuetudine a rendere manifesto l’uso delle <em>spolia</em> classiche con un certo orgoglio anche come motivazione di “rinascita” dell’Antico. Aspetti delle prime anacoresi in Egitto e la tolleranza islamica per i Monasteri cristiani in Medio Oriente. I restauri antichi e moderni di alcuni pavimenti cosmateschi eseguiti con marmi colorati non pertinenti. Il caso del pavimento nel quadro <a href="http://www.dariodelbufalo.it/il-pavimento-degli-ambasciatori-di-holbein-non-e-quello-di-westminster-abbey/" target="_blank"><em>Gli Ambasciatori </em>di Holbein il Giovane</a>. <a href="http://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2013/05/I-marmi-antichi-nel-riuso-cosmatesco-Dario-Del-Bufalo-Civita-Castellana.pdf" target="_blank">Scarica PDF</a> (3.4 Mb)</p>
<p><a id="button" href="http://www.lerma.it/D_Scheda_new.asp?ID=71085" target="_blank">Acquista</a></p>
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		<title>Magister Vitellius Setinus a “Spoleto Arte”</title>
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		<pubDate>Sun, 30 Jan 2011 15:33:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Dario Del Bufalo]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Chiude la serie delle singolari personalità, presenti a Spoleto Franco Vitelli, di età incerta, benché se ne abbiano notizie fra il 1282 e il 1299. Egli è l’ultimo dei Cosmati che, nelle chiese romane, hanno composto con gusto classico e fantasie orientali, tappeti di pietra, in mirabili intarsi geometrici, che sfidano il tempo. E non soltanto [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2012/07/spoleto_arte11.jpg"><img class="alignleft  wp-image-598" src="http://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2012/07/spoleto_arte11-1024x528.jpg" alt="Spoleto_arte" width="625" height="322" /></a>Chiude la serie delle singolari personalità, presenti a Spoleto <strong>Franco Vitelli</strong>, di età incerta, benché se ne abbiano notizie fra il 1282 e il 1299. Egli è l’ultimo dei Cosmati che, nelle chiese romane, hanno composto con gusto classico e fantasie orientali, tappeti di pietra, in mirabili intarsi geometrici, che sfidano il tempo. E non soltanto per la eletta misura formale ma anche perché, come per nessuna esperienza creativa, essi sono fuori dal tempo, in un tempo fermo, che per mille anni, come per altri mille, non evolve in forme nuove.<em>Magister Vitellius</em> agisce così come il lapicida che fu nel XIII secolo. E non produce I’illusione ma la realtà dell’antico, in pavimenti, come tappeti, che sono il corrispondente a terra dei mosaici alle pareti. Non vetri dipinti ma tasselli di pierre dure, di marmo, di pasta vitrea e di oro, pietre antiche di una Roma che non muore mai, la Roma che continua a vivere nella civiltà cristiana, tra Medioevo e Rinascimento, ed è viva anche oggi.</p>
<p style="text-align: justify;">Cosi I’ultimo dei Cosmati non restaura ma inventa: egli posa frammenti di marmo derivati da lapidi e colonne di recupero. Guidato dal magistero di <strong>Raniero Gnoli</strong> e di <strong>Dario Del Bufalo</strong>, <em>Magister Vitellius</em> ritrova l’ordine perduto come un istinto, coltivato con approfondimento, cultura e studio. Lo troviamo citaro nel 1287 fra i membri della <em>Schola Addestratorum Mappulariorum et Cubiculariorum</em>. <em>Magister Vitellius</em> è il nipote di Giovanni Cosmati, educato tra Subiaco e Civita Castellana e attivo in Santa Maria in Cosmedin e San Benedetto in Piscinula. Ancora non finisce di integrare il pavimento del tempietto del Bramanfe in San Pietro al Montorio. Si perfeziona con i suoi parenti perché sa che il suo magistero è apprezzato in Paradiso. Ombra della perfezione di Dio.</p>
<p style="text-align: justify;">Nei Cosmati ha il suo archetipo l’arte astratta, in perfette geometrie, in una armonia che non si propone con figure, santi e madonne come nei mosaici bizantini, ma si compone in ordinati disegni geometrici. Dunque l’arte astratta nasce tra il XII e XIII secolo e confinua a riprodursi fino a diventare contemporanea, in uno spazio senza tempo, che è anche il nostro tempo. L’arte è contemporanea.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Franco Vitelli</strong> nasce a Sezze, in provincia di Latina, nel 1955. Si laurea all’Accademia delle Belle Arti di Frosinone in scultura. Tutte le sue opere rivelano un’intensa spinta alla sperimentazione e allo studio della tradizione e dell’antichità. Ritrova e riscopre, infatti, negli oggetti del passato il fascino del tempo. Un tempo depositato come una polvere preziosa da rimuovere, per restituire alle opere nuova vita.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2012/07/magister_vitellius_setinus1.jpg"><img class="alignleft  wp-image-610" src="http://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2012/07/magister_vitellius_setinus1-870x1024.jpg" alt="Magister_Vitellius_Setinus" width="438" height="517" /></a>L’artista setino intende riconsegnare al presente ciò che potrebbe essere dimenticato o distrutto dagli anni. È questo il lavoro, e anche la missione, di Franco Vitelli, che nel suo opificio <em>Sectilia</em> crea mosaici in marmo utilizzando tecniche raffinatissime e tradizionali.</p>
<p style="text-align: justify;">L’amore per l’arte – per i marmi antichi in particolare – e la capacità di giocare in modo originale con gli abbinamenti materici e cromatici, rendono <strong>Franco Vitelli</strong> il più esperto artista del settore, tanto che gli è stato commissionato il restauro della Porziuncola di Assisi.</p>
<p style="text-align: justify;">Per mesi, insieme alle sue collaboratrici, ha ricostruito il pavimento del presbiterio della piccola chiesa fuori Assisi, all’interno della chiesa di Santa Maria degli Angeli, sotto gli affreschi del Perugino. Un lavoro lungo e faticoso, condotto in modo rigoroso e appassionato, prestando attenzione a ogni particolare: dallo studio e dalla mappatura del pavimenlo alla numerazione e catalogazione dei marmi fino al restauro finale. Duranle i lavori è stato ritrovato l’originario pavimenro della chiesa, già restaurata da San Francesco nel 1206.</p>
<p style="text-align: justify;">L’opera di Vitelli è mossa da un grande rispetto per il passato e per le testimonianze materiche che il tempo ha consegnato all’attualità storica. Per questo e per il timore di perdere – intervenendo manualmente – l’antico pavimento in cocciopesto, studia un sistema ingegnoso.Inserisce in una piattaforma elevabile il pavimento in marmo ricostruito, custodendolo all’interno di una struttura composta da due cerchi in ferro; ingegna, in questo modo, una sorta di piano rialzabile che consente di staccare la parte rettangolare della superficie rifatta e di mostrare, nel contempo, nella parte sottostante, il pavimento originario.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma questo è solo un esempio dell’abilità del maestro laziale. Ha poi contribuito al restauro del Duomo di Gaeta e di Palazzo Colonna a Roma. Nell’aprile del 2012, festeggia a Sezze i vent’anni di attività, con la mostra <em>Sectilia – 20 anni d’arte marmoraria</em> presentata da <a href="http://www.dariodelbufalo.it/" target="_blank"><strong>Dario Del Bufalo</strong></a>, presidente dell’<a href="http://www.universitadeimarmorari.it/" target="_blank">Università dei Marmorari di Roma</a>, di cui l’artista è membro speciale. All’inaugurazione intervengono <strong>Vittorio Sgarbi</strong> e <strong>Folco Quilici</strong>, da sempre attenti al genio di Vitelli, il cui talento si esprime non solo nell’uso delle materie prime, nella precisione del taglio, nella raffinatezza degli accostamenti e nell’eleganza delle composizioni, ma anche e soprattutto nella medianica capacità di unire e di mettere in comunicazione il nuovo con l’antico, superando i limiti delle barriere temporali e restituendo all’arte il potere delle emozioni eterne.</p>
<p>A cura di Vittorio Sgarbi</p>
<div></div>
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		<title>Marmorari Magistri Romani</title>
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		<pubDate>Sat, 29 Jan 2011 16:27:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Dario Del Bufalo]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[i Magistri Romani hanno elaborato un linguaggio adeguato ai nuovi valori liturgici della religione cristiana. La parola divina resta, così, mimetizzata tra le geometrie frattali di una matematica araba..]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-2958 alignleft" title="Magistri-Marmorari-Romani-Dario-Del-Bufalo" alt="" src="http://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2011/01/Magistri-Marmorari-Romani-Dario-Del-Bufalo.jpg" width="294" height="392" /></p>
<p style="text-align: justify;">&#8230;i Magistri Romani hanno elaborato un linguaggio adeguato ai nuovi valori liturgici della religione cristiana. La parola divina resta, così, mimetizzata tra le geometrie frattali di una matematica araba, criptata in una miriade di mosaici e di frammenti in &#8220;opus sectile&#8221;, intrecciata in infinite girali e &#8220;rotae&#8221; che si inseguono in quinconci, come enormi Mandala, che fondono il Cosmo Orientale con quello Occidentale.</p>
<p style="text-align: justify;">Dario Del Bufalo, partito da un singolo aspetto della civiltà antica e medioevale, cioè l&#8217;arte del marmo, ha saputo offrirci un panorama nuovo e insospettato dell&#8217;arte e della storia di Roma.  Seguono la trattazione vera e propria, le NOTVLAE MARMORARIAE : il <a href="http://www.dariodelbufalo.it/ritrovato-il-vaso-di-cassiano-dal-pozzo/">Vaso di Serpentino disegnato da Cassiano dal Pozzo ritrovato in un Museo italiano</a>; il <a href="http://www.dariodelbufalo.it/i-santi-quattro-coronati-a-luxor-2/">riconoscimento iconografico dei Santi Quattro Coronati</a> (protettori dei Marmorari) in un affresco, sovradipinto su quello precedente che rappresentava i Tetrarchi, nel Tempio di Ammone a Luxor, <a href="http://www.dariodelbufalo.it/il-pavimento-degli-ambasciatori-di-holbein-non-e-quello-di-westminster-abbey/">nuove osservazioni riguardo il pavimento del quadro degli &#8220;Ambasciatori&#8221; di Holbein</a> e una <a href="http://www.dariodelbufalo.it/la-flagellazione-di-piero-della-francesca/">nuova interpretazione del dipinto della &#8220;Flagellazione&#8221; di Piero della Francesca</a>.</p>
<p style="text-align: justify;"><a id="button" href="http://www.lerma.it/D_Scheda_new.asp?ID=68762" target="_blank">Acquista</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2011/01/Marmorari_magistri_romani.pdf" target="_blank">Scarica PDF</a> (156 Kb)</p>
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		<title>Transenne longobarde riusate dai Cosmati</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Feb 2013 08:50:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Dario Del Bufalo]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Altare di San Bruno a Segni]]></category>
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		<description><![CDATA[Nella Cattedrale di Segni nell&#8217;anno 1923 è stato composto un altare dedicato a San Bruno (vedi foto) praticando un moderno riuso di tre paliotti cosmateschi risalenti al 1223, anno in cui Onorio III celebrò il centenario della morte di San Bruno.   La curiosità consiste nel fatto che i Marmorari del Papa nel XIII secolo [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Nella Cattedrale di Segni nell&#8217;anno 1923 è stato composto un altare dedicato a San Bruno (vedi foto) praticando un moderno riuso di tre paliotti cosmateschi risalenti al 1223, anno in cui Onorio III celebrò il centenario della morte di San Bruno.   La curiosità consiste nel fatto che i <a href="http://www.dariodelbufalo.it/pubblicazioni.html" target="_blank">Marmorari</a> del Papa nel XIII secolo avevano già operato un riuso, in quanto i mosaici cosmateschi sono inseriti su un supporto lapideo formato da transenne longobarde (vedi foto del retro dei paliotti) scolpite in bassorilievo con ornati fitomorfi e zoomorfi e probabilmente appartenenti alla stessa Cattedrale ma facenti parte del suo arredo liturgico del X secolo.</p>
<div id="attachment_410" style="width: 650px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2011/06/segni-cattedrale-11.jpg"><img class="size-full wp-image-410" title="Segni, Cattedrale 1" alt="" src="http://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2011/06/segni-cattedrale-11.jpg" width="640" height="395" /></a><p class="wp-caption-text">Segni, Cattedrale. Altare di San Bruno nel suo adattamento attuale che risale al 1923, nel quale sono stati riusati dei paliotti cosmateschi</p></div>
<p><a href="http://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2011/06/segni-cattedrale-211.jpg"><img class=" wp-image-411   alignleft" title="Segni, Cattedrale 2" alt="" src="http://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2011/06/segni-cattedrale-21.jpg" /></a></p>
<p><img class=" wp-image-412   alignleft" title="Segni, Cattedrale 3" alt="" src="http://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2011/06/segni-cattedrale-31.jpg" width="427" height="640" /></p>
<p>Estratto da <a href="http://www.dariodelbufalo.it/marmorari-magistri-romani/">Marmorari Magistri Romani di Dario Del Bufalo. Roma,</a><br />
<a href="http://www.dariodelbufalo.it/marmorari-magistri-romani/"> editore: L’Erma di Bretschneider, 2010.</a></p>
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		<title>Identificata firma di un Magister a Santo Stefano Rotondo</title>
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		<pubDate>Tue, 31 May 2011 08:55:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Dario Del Bufalo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Marmorari Romani]]></category>
		<category><![CDATA[Riuso]]></category>
		<category><![CDATA[Magister Iohannis]]></category>
		<category><![CDATA[Santo Stefano Rotondo]]></category>
		<category><![CDATA[Trono di Gregorio Magno]]></category>

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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2011/05/3-roma-santo-stefano-rotondo-111.jpg"><img class=" wp-image-375  aligncenter" title="Roma, Santo Stefano rotondo" src="http://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2011/05/3-roma-santo-stefano-rotondo-11.jpg" alt="" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Nel corso di un sopralluogo nella Basilica di Santo Stefano Rotondo abbiamo fotografato una scritta (a quanto sembra inedita) incisa sul poggiapiedi del trono di Gregorio Magno che recita: <em>Magister Iohannis</em>. Questo sedile marmoreo è di sicuro riuso dall&#8217;antico e sembra essere una seduta del II secolo. I caratteri incerti della firma sono dovuti sicuramente alla difficoltà di azione per il martello e lo scalpello che si dovevano muovere nel piccolo spazio tra la seduta e il poggiapiedi, ma forse anche per l&#8217;inesperienza del sedicente <em>Magister</em>. Questa firma forse fu apposta nel XIII secolo dallo scalpellino <em>Iohannis </em>quando fu chiamato a modificare il sedile, liberandolo da eventuali braccioli e schienale tipici dei sedili romani imperiali.</p>
<p>Estratto da <a href="http://www.dariodelbufalo.it/pubblicazioni.html">Marmorari Magistri Romani di Dario Del Bufalo. Roma, L’Erma di Bretschneider, 2010.</a></p>
<p><a href="http://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2011/05/1-roma-santo-stefano-rotondo-al-celio-sedia-di-gregorio-magno-23.jpg"><img class=" wp-image-386   alignleft" title="Roma, Santo Stefano Rotondo al Celio. Sedia di Gregorio Magno" src="http://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2011/05/1-roma-santo-stefano-rotondo-al-celio-sedia-di-gregorio-magno-23.jpg" alt="" /></a></p>
<p><a href="http://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2011/05/1-roma-santo-stefano-rotondo-al-celio-sedia-di-gregorio-magno-particolare-211.jpg"><img class=" wp-image-383    alignleft" title="Roma, Santo Stefano Rotondo al Celio. Sedia di Gregorio Magno, particolare" src="http://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2011/05/1-roma-santo-stefano-rotondo-al-celio-sedia-di-gregorio-magno-particolare-21.jpg" alt="" /></a></p>
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