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	<title>Dario del Bufalo &#187; Cosmateschi</title>
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	<description>Specialista in scultura lapidea, marmi colorati, glittica, restauro e geoarcheologia</description>
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		<title>Qui il marmo è ARTE</title>
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		<pubDate>Thu, 02 May 2019 11:39:39 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2019/05/Corriere-della-Sera-19-Aprile-2019.jpg" target="_blank"><img class="alignnone wp-image-5072" src="http://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2019/05/Corriere-della-Sera-19-Aprile-2019-906x1024.jpg" alt="Corriere della Sera 19 Aprile 2019" width="534" height="603" /></a></p>
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		<title>L&#8217;identità liturgica ritrovata nel marmo antico</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Apr 2016 13:47:27 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2016/04/Ecclesia-Mater.-la-cattedrale-di-Gaeta.pdf" target="_blank">Scarica PDF</a> (1.4 MB)<img class="wp-image-4634 alignleft" src="http://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2016/04/Eclesia-Mater.-La-Cattedrale-di-Gaeta-747x1024.jpeg" alt="Eclesia Mater. La Cattedrale di Gaeta" width="322" height="442" /></p>
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		<title>Magister Vitellius Setinus a “Spoleto Arte”</title>
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		<pubDate>Sun, 30 Jan 2011 15:33:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Dario Del Bufalo]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Chiude la serie delle singolari personalità, presenti a Spoleto Franco Vitelli, di età incerta, benché se ne abbiano notizie fra il 1282 e il 1299. Egli è l’ultimo dei Cosmati che, nelle chiese romane, hanno composto con gusto classico e fantasie orientali, tappeti di pietra, in mirabili intarsi geometrici, che sfidano il tempo. E non soltanto [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2012/07/spoleto_arte11.jpg"><img class="alignleft  wp-image-598" src="http://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2012/07/spoleto_arte11-1024x528.jpg" alt="Spoleto_arte" width="625" height="322" /></a>Chiude la serie delle singolari personalità, presenti a Spoleto <strong>Franco Vitelli</strong>, di età incerta, benché se ne abbiano notizie fra il 1282 e il 1299. Egli è l’ultimo dei Cosmati che, nelle chiese romane, hanno composto con gusto classico e fantasie orientali, tappeti di pietra, in mirabili intarsi geometrici, che sfidano il tempo. E non soltanto per la eletta misura formale ma anche perché, come per nessuna esperienza creativa, essi sono fuori dal tempo, in un tempo fermo, che per mille anni, come per altri mille, non evolve in forme nuove.<em>Magister Vitellius</em> agisce così come il lapicida che fu nel XIII secolo. E non produce I’illusione ma la realtà dell’antico, in pavimenti, come tappeti, che sono il corrispondente a terra dei mosaici alle pareti. Non vetri dipinti ma tasselli di pierre dure, di marmo, di pasta vitrea e di oro, pietre antiche di una Roma che non muore mai, la Roma che continua a vivere nella civiltà cristiana, tra Medioevo e Rinascimento, ed è viva anche oggi.</p>
<p style="text-align: justify;">Cosi I’ultimo dei Cosmati non restaura ma inventa: egli posa frammenti di marmo derivati da lapidi e colonne di recupero. Guidato dal magistero di <strong>Raniero Gnoli</strong> e di <strong>Dario Del Bufalo</strong>, <em>Magister Vitellius</em> ritrova l’ordine perduto come un istinto, coltivato con approfondimento, cultura e studio. Lo troviamo citaro nel 1287 fra i membri della <em>Schola Addestratorum Mappulariorum et Cubiculariorum</em>. <em>Magister Vitellius</em> è il nipote di Giovanni Cosmati, educato tra Subiaco e Civita Castellana e attivo in Santa Maria in Cosmedin e San Benedetto in Piscinula. Ancora non finisce di integrare il pavimento del tempietto del Bramanfe in San Pietro al Montorio. Si perfeziona con i suoi parenti perché sa che il suo magistero è apprezzato in Paradiso. Ombra della perfezione di Dio.</p>
<p style="text-align: justify;">Nei Cosmati ha il suo archetipo l’arte astratta, in perfette geometrie, in una armonia che non si propone con figure, santi e madonne come nei mosaici bizantini, ma si compone in ordinati disegni geometrici. Dunque l’arte astratta nasce tra il XII e XIII secolo e confinua a riprodursi fino a diventare contemporanea, in uno spazio senza tempo, che è anche il nostro tempo. L’arte è contemporanea.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Franco Vitelli</strong> nasce a Sezze, in provincia di Latina, nel 1955. Si laurea all’Accademia delle Belle Arti di Frosinone in scultura. Tutte le sue opere rivelano un’intensa spinta alla sperimentazione e allo studio della tradizione e dell’antichità. Ritrova e riscopre, infatti, negli oggetti del passato il fascino del tempo. Un tempo depositato come una polvere preziosa da rimuovere, per restituire alle opere nuova vita.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2012/07/magister_vitellius_setinus1.jpg"><img class="alignleft  wp-image-610" src="http://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2012/07/magister_vitellius_setinus1-870x1024.jpg" alt="Magister_Vitellius_Setinus" width="438" height="517" /></a>L’artista setino intende riconsegnare al presente ciò che potrebbe essere dimenticato o distrutto dagli anni. È questo il lavoro, e anche la missione, di Franco Vitelli, che nel suo opificio <em>Sectilia</em> crea mosaici in marmo utilizzando tecniche raffinatissime e tradizionali.</p>
<p style="text-align: justify;">L’amore per l’arte – per i marmi antichi in particolare – e la capacità di giocare in modo originale con gli abbinamenti materici e cromatici, rendono <strong>Franco Vitelli</strong> il più esperto artista del settore, tanto che gli è stato commissionato il restauro della Porziuncola di Assisi.</p>
<p style="text-align: justify;">Per mesi, insieme alle sue collaboratrici, ha ricostruito il pavimento del presbiterio della piccola chiesa fuori Assisi, all’interno della chiesa di Santa Maria degli Angeli, sotto gli affreschi del Perugino. Un lavoro lungo e faticoso, condotto in modo rigoroso e appassionato, prestando attenzione a ogni particolare: dallo studio e dalla mappatura del pavimenlo alla numerazione e catalogazione dei marmi fino al restauro finale. Duranle i lavori è stato ritrovato l’originario pavimenro della chiesa, già restaurata da San Francesco nel 1206.</p>
<p style="text-align: justify;">L’opera di Vitelli è mossa da un grande rispetto per il passato e per le testimonianze materiche che il tempo ha consegnato all’attualità storica. Per questo e per il timore di perdere – intervenendo manualmente – l’antico pavimento in cocciopesto, studia un sistema ingegnoso.Inserisce in una piattaforma elevabile il pavimento in marmo ricostruito, custodendolo all’interno di una struttura composta da due cerchi in ferro; ingegna, in questo modo, una sorta di piano rialzabile che consente di staccare la parte rettangolare della superficie rifatta e di mostrare, nel contempo, nella parte sottostante, il pavimento originario.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma questo è solo un esempio dell’abilità del maestro laziale. Ha poi contribuito al restauro del Duomo di Gaeta e di Palazzo Colonna a Roma. Nell’aprile del 2012, festeggia a Sezze i vent’anni di attività, con la mostra <em>Sectilia – 20 anni d’arte marmoraria</em> presentata da <a href="http://www.dariodelbufalo.it/" target="_blank"><strong>Dario Del Bufalo</strong></a>, presidente dell’<a href="http://www.universitadeimarmorari.it/" target="_blank">Università dei Marmorari di Roma</a>, di cui l’artista è membro speciale. All’inaugurazione intervengono <strong>Vittorio Sgarbi</strong> e <strong>Folco Quilici</strong>, da sempre attenti al genio di Vitelli, il cui talento si esprime non solo nell’uso delle materie prime, nella precisione del taglio, nella raffinatezza degli accostamenti e nell’eleganza delle composizioni, ma anche e soprattutto nella medianica capacità di unire e di mettere in comunicazione il nuovo con l’antico, superando i limiti delle barriere temporali e restituendo all’arte il potere delle emozioni eterne.</p>
<p>A cura di Vittorio Sgarbi</p>
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		<title>Marmorari Magistri Romani</title>
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		<pubDate>Sat, 29 Jan 2011 16:27:13 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-2958 alignleft" title="Magistri-Marmorari-Romani-Dario-Del-Bufalo" alt="" src="http://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2011/01/Magistri-Marmorari-Romani-Dario-Del-Bufalo.jpg" width="294" height="392" /></p>
<p style="text-align: justify;">&#8230;i Magistri Romani hanno elaborato un linguaggio adeguato ai nuovi valori liturgici della religione cristiana. La parola divina resta, così, mimetizzata tra le geometrie frattali di una matematica araba, criptata in una miriade di mosaici e di frammenti in &#8220;opus sectile&#8221;, intrecciata in infinite girali e &#8220;rotae&#8221; che si inseguono in quinconci, come enormi Mandala, che fondono il Cosmo Orientale con quello Occidentale.</p>
<p style="text-align: justify;">Dario Del Bufalo, partito da un singolo aspetto della civiltà antica e medioevale, cioè l&#8217;arte del marmo, ha saputo offrirci un panorama nuovo e insospettato dell&#8217;arte e della storia di Roma.  Seguono la trattazione vera e propria, le NOTVLAE MARMORARIAE : il <a href="http://www.dariodelbufalo.it/ritrovato-il-vaso-di-cassiano-dal-pozzo/">Vaso di Serpentino disegnato da Cassiano dal Pozzo ritrovato in un Museo italiano</a>; il <a href="http://www.dariodelbufalo.it/i-santi-quattro-coronati-a-luxor-2/">riconoscimento iconografico dei Santi Quattro Coronati</a> (protettori dei Marmorari) in un affresco, sovradipinto su quello precedente che rappresentava i Tetrarchi, nel Tempio di Ammone a Luxor, <a href="http://www.dariodelbufalo.it/il-pavimento-degli-ambasciatori-di-holbein-non-e-quello-di-westminster-abbey/">nuove osservazioni riguardo il pavimento del quadro degli &#8220;Ambasciatori&#8221; di Holbein</a> e una <a href="http://www.dariodelbufalo.it/la-flagellazione-di-piero-della-francesca/">nuova interpretazione del dipinto della &#8220;Flagellazione&#8221; di Piero della Francesca</a>.</p>
<p style="text-align: justify;"><a id="button" href="http://www.lerma.it/D_Scheda_new.asp?ID=68762" target="_blank">Acquista</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2011/01/Marmorari_magistri_romani.pdf" target="_blank">Scarica PDF</a> (156 Kb)</p>
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		<title>Marbres de couleur. Pierres et architecture de l&#8217;Antiquité au XVIII siècle</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Apr 2013 12:03:21 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Les marbres de couleur sont des pierres pnécieuses enchâssées dans les joyaux de I'architecture.
Cet ouvrage entend suivre une trace à la fois historique et chronologique de l'utilisation des différentes pierres dans l'architecture italienne, de l'époque romaine au baroque.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class=" wp-image-2980 alignleft" title="marbres-de-coulour-big" alt="" src="http://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2013/04/marbres-de-coulour-big.jpg" width="298" height="400" /></p>
<p style="text-align: justify;">Les marbres de couleur sont des pierres pnécieuses enchâssées dans les joyaux de I&#8217;architecture.<br />
Cet ouvrage entend suivre une trace à la fois historique et chronologique de l&#8217;utilisation des différentes pierres dans l&#8217;architecture italienne, de l&#8217;époque romaine au baroque.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2013/04/Marbres-de-couleur_0001-trascinato.pdf" target="_blank">Scarica PDF</a> (850 Kb)</p>
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		<title>L&#8217;Università dei Marmorari di Roma</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Apr 2013 12:49:06 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Università dei Marmorari di Roma è molto grata al Comitato Nazionale per le Celebrazioni del VI centenario dalla fondazione per aver reso possibile la pubblicazione di questo volumetto,]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2013/04/Università-dei-marmorari-di-Roma.jpg"><img class="alignleft  wp-image-3472" alt="Università dei marmorari di Roma" src="http://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2013/04/Università-dei-marmorari-di-Roma-706x1024.jpg" width="331" height="479" /></a>L&#8217;Università dei Marmorari di Roma è molto grata al Comitato Nazionale per le Celebrazioni del VI Centenario dalla fondazione per aver reso possibile la pubblicazione di questo volumetto, che aiuta a comprendere e godere il patrimonio artistico che Roma e I&#8217;Italia banno ereditato dalle famiglie dei Marmorari Romani, dal Tardo Antico ad oggi.<br />
L&#8217;Università, o meglio, il sodalizio dei Marmorari Romani nasce nel 1406 per esigenze di mutuo soccorso corporativo, allorché all&#8217;inizio del XIV secolo, la sede papale si sposta da Roma ad Avignone, interrompendo di fatto la grande committenza della Chiesa di Roma alla categoria artigiana dei marmisti. Ma questa data segna solo la creazione legale della corporazione, mentre la tradizione marmoraria romana nasce con I&#8217;Impero e, senza interruzioni, vive ancora oggi nella nostre città e nei suoi componenti, i lavoratori della materia lapidea..</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Volume realizzato e promosso dal “<a href="http://www.universitadeimarmorari.it/comitato.html" target="_blank">Comitato Nazionale per le Celebrazioni del VI centenario dell’Università dei Marmorari di Roma</a>” istituito dal <a href="http://www.librari.beniculturali.it/opencms/opencms/it/comitati/comitati/comitato_112.html" target="_blank">Ministero per i Beni e le Attività Culturali</a>.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2013/05/DDB-LUniversità-dei-Marmorari-di-Roma.pdf" target="_blank">Scarica PDF</a> (766 Kb)</p>
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		<title>Marmi colorati. Le pietre e l&#8217;architettura dall&#8217;Antico al Barocco</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Apr 2013 13:47:08 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il volume intende seguire una traccia storico-cronologica dell'utilizzo dei marmi colorati nell'architettura italiana, dall'epoca romana al Barocco. Il volume è inoltre corredato da apparati che raccolgono i campionari architettonici, il campionario dei principali marmi colorati romani, l'abaco delle geometrie nei pavimenti romani in "opus sectile", la bibliografia.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em><a href="http://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2013/04/Marmi-colorati.jpg"><img class="alignleft  wp-image-3492" src="http://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2013/04/Marmi-colorati-758x1024.jpg" alt="Marmi colorati" width="364" height="491" /></a>&#8220;I marmi colorati sono gemme preziose incastonate nei gioielli dell&#8217;architettura&#8230;&#8221;</em></p>
<p style="text-align: justify;">Questo volume intende seguire una traccia storico-cronologica dell&#8217;utilizzo della materia lapidea nell&#8217;architettura italiana, dall&#8217;epoca romana al Barocco. Non si può íniziare un percorso storico sul marmo se non partendo da Roma antica. Questa civiltà si identifica e si racconta con la materia lapidea nelle migliaia di sculture arrivate a noi intatte nel loro significato politico, religioso e artistico: basti pensare  alla Colonna Traiana e al suo lunghissimo nastro in bassorilievo che narra, come in un fumetto, le gesta dell&#8217;imperatore e la sua conquista della Dacia e della Frigia. È proprio con le conquiste delle province più lontane che l&#8217;Impero comincia a sondare le viscere della terra e le vette delle montagne per cavarne i marmi più belli, scegliendoli tra migliaia di colori e di tonalità con un gusto estetico, che ha origine con Roma stessa, e che rimarrà insuperato fino ai nostri giorni facendo scuola in tutto il mondo. L&#8217;imperatore Augusto si vantava dí aver trovato Roma costruita in mattoni e di averla consegnata ai posteri. ricca di lucenti marmi colorati.</p>
<p><a href="http://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2013/04/DDB-Marmi-Colorati.pdf" target="_blank">Scarica PDF</a> (686 Kb)</p>
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		<title>Transenne longobarde riusate dai Cosmati</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Feb 2013 08:50:58 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Nella Cattedrale di Segni nell&#8217;anno 1923 è stato composto un altare dedicato a San Bruno (vedi foto) praticando un moderno riuso di tre paliotti cosmateschi risalenti al 1223, anno in cui Onorio III celebrò il centenario della morte di San Bruno.   La curiosità consiste nel fatto che i Marmorari del Papa nel XIII secolo [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Nella Cattedrale di Segni nell&#8217;anno 1923 è stato composto un altare dedicato a San Bruno (vedi foto) praticando un moderno riuso di tre paliotti cosmateschi risalenti al 1223, anno in cui Onorio III celebrò il centenario della morte di San Bruno.   La curiosità consiste nel fatto che i <a href="http://www.dariodelbufalo.it/pubblicazioni.html" target="_blank">Marmorari</a> del Papa nel XIII secolo avevano già operato un riuso, in quanto i mosaici cosmateschi sono inseriti su un supporto lapideo formato da transenne longobarde (vedi foto del retro dei paliotti) scolpite in bassorilievo con ornati fitomorfi e zoomorfi e probabilmente appartenenti alla stessa Cattedrale ma facenti parte del suo arredo liturgico del X secolo.</p>
<div id="attachment_410" style="width: 650px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2011/06/segni-cattedrale-11.jpg"><img class="size-full wp-image-410" title="Segni, Cattedrale 1" alt="" src="http://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2011/06/segni-cattedrale-11.jpg" width="640" height="395" /></a><p class="wp-caption-text">Segni, Cattedrale. Altare di San Bruno nel suo adattamento attuale che risale al 1923, nel quale sono stati riusati dei paliotti cosmateschi</p></div>
<p><a href="http://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2011/06/segni-cattedrale-211.jpg"><img class=" wp-image-411   alignleft" title="Segni, Cattedrale 2" alt="" src="http://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2011/06/segni-cattedrale-21.jpg" /></a></p>
<p><img class=" wp-image-412   alignleft" title="Segni, Cattedrale 3" alt="" src="http://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2011/06/segni-cattedrale-31.jpg" width="427" height="640" /></p>
<p>Estratto da <a href="http://www.dariodelbufalo.it/marmorari-magistri-romani/">Marmorari Magistri Romani di Dario Del Bufalo. Roma,</a><br />
<a href="http://www.dariodelbufalo.it/marmorari-magistri-romani/"> editore: L’Erma di Bretschneider, 2010.</a></p>
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		<title>Brutti restauri nel pavimento del Duomo di Monreale</title>
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		<pubDate>Thu, 05 May 2011 07:08:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Dario Del Bufalo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cosmateschi]]></category>
		<category><![CDATA[Marmi colorati]]></category>
		<category><![CDATA[Restauri]]></category>
		<category><![CDATA[Duomo di Monreale]]></category>
		<category><![CDATA[Porfido Rosso Imperiale]]></category>
		<category><![CDATA[Porfido Verde Serpentino]]></category>
		<category><![CDATA[Red Imperial Porphyry]]></category>

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		<description><![CDATA[I pavimenti musivi del Duomo di Monreale negli anni 2007-2009 hanno subìto dei restauri conservativi sulle aree del presbiterio e delle navi laterali. Il degrado dei mosaici medievali (già restaurati nel XVI sec.), dovuto all&#8217;eccessiva presenza di pubblico, forse è stato aumentato dall&#8217;abitudine di alcuni turisti di trafugare le tessere sconnesse, vicine al sarcofago di [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div>I pavimenti musivi del Duomo di Monreale negli anni 2007-2009 hanno subìto dei restauri conservativi sulle aree del presbiterio e delle navi laterali. Il degrado dei mosaici medievali (già restaurati nel XVI sec.), dovuto all&#8217;eccessiva presenza di pubblico, forse è stato aumentato dall&#8217;abitudine di alcuni turisti di trafugare le tessere sconnesse, vicine al sarcofago di Guglielmo I (La Sicilia, mercoledì 8 agosto 2007 di Maria Modica). L&#8217;errore è stato di usare marmi sbagliati per le integrazioni e sbagliato è anche il metodo di lucidatura di questi brutti marmi moderni, che sono stati inseriti tra le belle tessere di marmi antichi classici, qui riusati nel Medioevo. Per integrare il <a href="http://www.dariodelbufalo.it/">Porfido Rosso Imperiale</a> mancante è stato usato un modesto e moderno Rosso Laguna (detto anche Rosso Asia); il Porfido Verde Serpentino è stato integrato e sostituito da un brutto Verde Guatemala (o forse Verde Alpi?), inadeguati i marmi moderni gialli e bianchi che sostituiscono i marmi antichi Giallo di Numidia e il Bianco Palombino. Nelle foto che riportiamo sotto (sono solo alcuni esempi di tutto l&#8217;intervento), si nota non solo l&#8217;incongruenza del materiale geologicamente diversissimo e della lucidatura sbagliata (a specchio) ma anche la forma geometrica assurda, data ad alcune tessere (vedi figg. 3-4)</div>
<div>
<p><a href="http://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2011/05/monreale-duomo-211.jpg"><img class=" wp-image-322    " title="Monreale, Duomo 2" src="http://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2011/05/monreale-duomo-21.jpg" alt="" /></a></p>
<p><a href="http://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2011/05/monreale-duomo-restauri-1111.jpg"><img class=" wp-image-323    alignleft" title="Monreale, Duomo. Restauri 1" src="http://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2013/05/monreale-duomo-restauri-11.jpg" alt="" /></a></p>
</div>
<p><a href="http://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2011/05/monreale-duomo-restauri-311.jpg"><img class=" wp-image-328   " title="Monreale, Duomo. Restauri 3" src="http://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2011/05/monreale-duomo-restauri-31.jpg" alt="" /></a></p>
<p><a href="http://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2011/05/monreale-duomo-restauri-411.jpg"><img class=" wp-image-330       alignleft" title="Monreale, Duomo. Restauri 4" src="http://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2011/05/monreale-duomo-restauri-41.jpg" alt="" /></a></p>
<p><a href="http://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2011/05/monreale-duomo-restauri-5211.jpg"><img class=" wp-image-347      alignleft" title="Monreale, Duomo. Restauri 5" src="http://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2013/05/monreale-duomo-restauri-52.jpg" alt="" /></a></p>
<p><a href="http://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2013/05/monreale-duomo-restauri-61.jpg"><img class="size-full wp-image-341      " title="Monreale, Duomo. Restauri 6" src="http://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2013/05/monreale-duomo-restauri-61.jpg" alt="" width="292" height="223" /></a></p>
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		<title>Il pavimento de&#8217; &#8220;Gli Ambasciatori&#8221; di Holbein NON è quello di Westminster Abbey</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Apr 2011 07:39:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Dario Del Bufalo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cosmateschi]]></category>
		<category><![CDATA[Marmi colorati]]></category>
		<category><![CDATA[Marmorari Romani]]></category>
		<category><![CDATA[Gli Ambascatori]]></category>
		<category><![CDATA[Hans Holbein il Giovane]]></category>
		<category><![CDATA[National Gallery Londra]]></category>
		<category><![CDATA[Porfido Verde Serpentino]]></category>
		<category><![CDATA[Porphyre]]></category>
		<category><![CDATA[Santi Quattro Coronati]]></category>
		<category><![CDATA[Westminster Abbey]]></category>

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		<description><![CDATA[Hans Holbein il Giovane, Gli Ambasciatori. 1533. Londra, National Gallery. Dettaglio del pavimento con la rimozione grafica del teschio anamorfico e la ricostruzione della &#8216;stella di Salomone&#8217;. Tra i marmi rappresentati si riconosce il Serpentino Verde di Grecia, con la sua caratteristica grafica &#8216;a crocette&#8217; (da cui uno dei nomi lapis croceus). Si nota anche [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.dariodelbufalo.it/pubblicazioni.html">Hans Holbein il Giovane, <em>Gli Ambasciatori</em></a>. 1533. Londra, National Gallery.</p>
<p><img class=" wp-image-206 alignnone" title="Londra, National Gallery. Hans Holbein il Giovane, Gli Ambasciatori. 1533" alt="" src="http://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2013/05/londra-national-gallery-hans-holbein-il-giovane-gli-ambasciatori-15332.jpg" /></p>
<p><img class=" wp-image-220 alignnone" title="Londra, National Gallery. Hans Holbein il Giovane, Gli Ambasciatori. 1533 partic" alt="" src="http://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2011/04/londra-national-gallery-hans-holbein-il-giovane-gli-ambasciatori-1533-partic2.jpg" /></p>
<p style="text-align: justify;">Dettaglio del pavimento con la rimozione grafica del teschio anamorfico e la ricostruzione della &#8216;stella di Salomone&#8217;. Tra i marmi rappresentati si riconosce il Serpentino Verde di Grecia, con la sua caratteristica grafica &#8216;a crocette&#8217; (da cui uno dei nomi <em>lapis croceus</em>). Si nota anche il Porfido Rosso Egiziano, in una colorazione rosata, invece che rosso porpora, e con una resa grafica non proprio adeguata.</p>
<p style="text-align: justify;">La storiografia del dipinto vuole che il disegno del pavimento sia la riproduzione precisa di quello di Westminster Abbey.</p>
<p><a href="http://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2011/04/londra-abbazia-di-westminter-pavimento-cosmatesco-di-pietro-di-oderisio-intorno-al-126811.jpg"><img class=" wp-image-226  alignnone" title="Londra, Abbazia di Westminter. Pavimento cosmatesco di Pietro di Oderisio, intorno al 1268" alt="" src="http://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2013/05/londra-abbazia-di-westminter-pavimento-cosmatesco-di-pietro-di-oderisio-intorno-al-1268.jpg" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Dal confronto con il quadro degli <em>Ambasciatori</em>, risulta evidente che, per dimensioni e per stile, quello dell&#8217;abbazia londinese  non può essere il pavimento che ha ispirato Holbein.</p>
<p style="text-align: justify;">Il pavimento sotto i piedi degli <em>Ambasciatori </em>è un <em>quinconce</em> molto più semplice di quello inglese che, per i dettagli del suo disegno e per i materiali, è da attribuire più verosimilmente ad una chiesa <strong>romana</strong> o <strong>veneziana</strong>.<br />
Da notare che le <em>rotae</em> esterne del <em>quinconce</em> sono in marmo bianco (Carrara o Calacatta) che hanno sostituito quelle in marmi colorati in un restauro precedente al dipinto.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2011/04/londra-national-gallery-hans-holbein-il-giovane-gli-ambasciatori-1533-partic2-rota11.jpg"><img class=" wp-image-229  alignnone" title="Londra, National Gallery. Hans Holbein il Giovane, Gli Ambasciatori. 1533. partic rota" alt="" src="http://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2011/04/londra-national-gallery-hans-holbein-il-giovane-gli-ambasciatori-1533-partic-rota1.jpg" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;estrema accuratezza con la quale Holbein dipinge questa piccola <em>rota </em>in marmo bianco<em>, </em>con le sue venature tipiche del Calacatta, fa intendere che abbia voluto &#8216;ritratte&#8217; un vero e reale pavimento esistente in qualche luogo, con i dettagli anche dei suoi interventi di restauro. La tradizione di sostituire le <em>rotae</em> in marmi colorati danneggiate, con dei dischi di marmo bianco, è visibile a Roma in diversi restauri abbastanza antichi, ad esempio quello nella cappella di San Silvestro o quello nella navata centrale ai Santi Quattro Coronati.</p>
<p><a href="http://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2011/04/roma-santi-quattro-coronati-cappella-san-silvestro11.jpg"><img class=" wp-image-232   alignnone" title="Roma, Santi Quattro Coronati, Cappella San Silvestro" alt="" src="http://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2011/04/roma-santi-quattro-coronati-cappella-san-silvestro1.jpg" /></a></p>
<p><a href="http://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2011/04/roma-santi-quattro-coronati-navata11.jpg"><img class=" wp-image-238  alignnone" title="Roma, Santi Quattro Coronati. Navata" alt="" src="http://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2011/04/roma-santi-quattro-coronati-navata1.jpg" /></a></p>
<p><a href="http://www.dariodelbufalo.it/wp-content/uploads/2011/04/il-pavimento-degli-ambasciatori-di-holbein-21.pdf">Scarica l&#8217;articolo completo (PDF 524 Kb)</a></p>
<p>Estratto da <a href="http://www.dariodelbufalo.it/marmorari-magistri-romani/">Marmorari Magistri Romani di Dario Del Bufalo. Roma, L’Erma di Bretschneider, 2010.</a></p>
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